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Peschici/ Il turismo in crisi la paura dei lavoratori

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Gli operatori del settore chiedono un incontro con il Prefetto e gli Amministratori locali.

 

Sempre più grave la crisi occupazionale sul Gargano, con le proteste di chi non riesce a trovare un lavoro oppure si vede recapitare lettere di licenziamento. E’ notizia recente la protesta di cinque giovani disoccupati di Vico del Gargano che per una settimana si sono incatenati davanti al’ Municipio rifiutando anche di mangiare per chiedere un lavoro, ora è da Peschici che soffia il vento del dissenso a causa della difficoltà occupazioni che nessuno può negare. Alla luce di questa nuova situazione c’è da riflettere su una circostanza: se nella cittadina garganica, pure baciata da flussi turistici numerosi, si scende in piazza per denunciare difficoltà occupazionali, vuol dire che la situazione diventa decisamente preoccupante. A questo punto le Istituzioni – a cominciare dai Comuni – devono chiedersi in quale direzione sta andando il Gargano. L’ultima protesta arriva, come detto, da Peschici e riguarda operatori del settore turistico che in uno dei paesi più belli del Promontorio sembra segnare il passo, se si guarda alla pressante richiesta dei lavoratori che si sono rivolti al Prefetto per chiedere la convocazione di un tavolo di concertazione. La sollecitazione è partita dal segretario provinciale dell’Unione italiana lavoratori turismo-commercio-servizi, Elio Dota, per il quale «è prioritario valutare la portata della preoccupazione dei lavoratori». Da qui l’invito non solo al Prefetto ma anche al sindaco di Peschici affinchè – si legge nella nota sindacale – «ci sia in tempi brevi un momento di confronto con le parti datoriali per discutere delle problematiche relative alla mancanza di tutela del lavoro e la crescente disoccupazione tra i lavoratori stagionali del turismo, anche per la presenza nel territorio di lavoro sia “grigio” che “nero” legato alla presenza di lavoratori extracomunitari». Secondo il sindacalista c’è il pericolo di possibili tensioni tra lavoratori e istituzioni; per scongiurare tale eventualità è indispensabile – secondo Dota – un confronto a tutto campo, nel corso del quale vengano poste le basi per
ridare serenità ad un mondo di lavoratori che sta sempre più scivolando verso il baratro della disoccupazione. La petizione popolare proposta da «cittadini di Peschici, in cerca di occupazione e lavoro», in poche ore è stata sottoscritta da un consistente numero di persone, tra cui molti giovani. Una petizione per chiedere di incontrare, in luoghi ed eventi pubblici, le autorità territoriali regionali, provinciali e locali, competenti in materia di politiche di sviluppo, lavoro e occupazione, «al fine di poter discutere e affrontare insieme i problemi legati alla mancanza di tutela del lavoro, alla presenza di una forte e crescente disoccupazione tra i lavoratori». Viene anche denunciata «l’esistenza di situazioni di crisi gestionali e funzionali o non applicazione dileggi. L’urgenza del tavolo tecnico – viene sottolineato – è motivata proprio dal pesante e generalizzato disagio sociale esistente a Peschici che, da mesi, crea seri problemi di convivenza e sopravvivenza tra i cittadini e rischia di far esplodere tensioni tra cittadini e Istituzioni».

Francesco Mastropaolo
 


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