The news is by your side.

La Regione pronta al nuovo Piano Casa

9

Apertura all’aumento delle volumetrie. L’assessore Barbanente: “Ma le regole restano”.

 

Angela barbanente, l’assessore all’assetto del territorio della Regione Puglia, non ha cambiato idea sull’eficacia del “Piano Casa”: “Non è la strada da percorrere per rilanciare il settore edilizio. Tutto ciò che è stato concordato negli ultimi anni – osserva equivale ad alcuni piano casa. Ciò che serve davvero sono i piani regolatori”. Ma dopo l’incontro con i sindaci peni tramite dell’Anci, l’associazione dei comuni,guidata dal primo cittadino di Corato, Gino Perrone, l’assessore non ha sbattuto la porta alle modifiche richieste. «Si può fare», ribadisce Barbanente che conferma di essersi messa già al lavoro, con gli uffici, per elaborare gli emendamenti che renderanno più larghe le maglie del “piano casa” pugliese. «Ritocchi ci saranno ma senza stravolgere l’impianto della legge che, è bene ricordare, è di carattere straordinario». In particolare una delle novità più importanti riguarda i condomini: anche quelli potranno usufruire della possibilità di ampliare le volumetrie e non solo le abitazioni unifamiliari come previsto dalla legge attuale. Poi ci sono i capisaldi di sempre. Per esempio se si vuole demolire per ampliare, si deve poi ricostruire non solo per avere più volumetrie ma anche per avere più sicurezza antisismica e più risparmio energetico. Questa casistica è tra quelle che l’assessore Barbanente sta approfondendo: oggi chi demolisce e ricostruisce deve destinare almeno il 75% ad uso abitativo. Nella nuova formulazione quella percentuale si abbasserà. Un punto di incontro tra Regione e Comuni riguarda appunto le volumetrie: oggi può ampliare il 20% chi ha fino a mille metri cubi. Chi sta sopra, nulla può. I sindaci hanno chiesto di estendere l’ampliamento anche a immobili più grandi, fino a 1500 metri cubi. L’assessore ha detto sì ma con una clausola che l’ampliamento non ecceda i 200 metri cubi, come se si trattasse di un immobile da mille metri cubi. La Regione non cederà invece sulle zone industriali: «Qui resterà il divieto di ampliare», osserva Barbanente convinta che questo piano casa sia stato «un flop», come in tutte le regioni. E i dati del Comune di Bari stanno li a dimostrarlo: solo otto delle 1432 dichiarazioni di inizio attività. inoltrate all’ufficio tecnico entro ottobre, sono riconducibili al “piano casa”. Di queste otto poi, 6 riguardano ampliamenti in zone di completamento. Di più. I permessi a costruire, sempre a Bari, fino a ottobre sono stati 383 ma solo dieci di questi sono state presentate sulla base del piano casa. E anche in questo caso tutte le zone di completamento. Se c’è bisogno di un dato per misure il flop del “piano casa” in Puglia, quello di Bari basta e avanza. Per un semplice motivo: la conformazione urbanistica delle sue grandi frazioni dove alto è il numero di villette che avrebbero motivo di essere ampliate per ottenere ulteriori volumetrie a fini abitativi. Il dato è fermo a ottobre. Ed è parziale perché la scadenza per usufruire del piano casa è fissata al 24 novembre di quest’anno. C’è tempo quindi perché i diretti interessati escano dalla “pigrizia” dell’investimento e decidano di affidarsi ad un progettista.


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright