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Psi Vieste/ Un impegno serio e costruttivo ascoltare, programmare e decidere

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Quotidianità, futuro, partecipazione.

 

Nel programma di governo si deve poter distinguere ciò che appartiene al normale metabolismo delle trasformazioni e alla quotidianità (una quotidianità fatta di problemi ai quali comunque è necessario dare risposte concrete e puntuali) da ciò che, invece rinvia ad un’idea di futuro.

Crediamo che ormai anche per governare un Comune come il nostro non sia possibile procedere per episodi o per convenienze momentanee: il futuro della nostra comunità che è semplicemente il nostro futuro ha bisogno di un pensiero capace di interrogarsi sulle
prospettive lontane, di coinvolgere i vari attori, di superare la settorialità degli approcci e di darsi una visione d’insieme.

Significa sapere cosa si vuole. Significa fermarsi a pensare. Significa arrivare preparati. In questo senso dobbiamo essere in grado di rappresentare il nostro punto di vista e le nostre ragioni nei confronti dei processi di riordino delle politiche sociali, delle politiche abitative, del sistema di raccolta dei rifiuti urbani, del sistema della formazione, delle politiche turistiche.

E come Comune possiamo essere traino e punto di riferimento per l’intero GARGANO .Un secondo aspetto riguarda, invece, la crescente richiesta dei cittadini di essere inclusi nella formazione delle decisioni che li riguardano. Per questo crediamo vada rilanciata con
forza una prospettiva autenticamente democratica attraverso il coinvolgimento dei cittadini, delle organizzazioni, delle associazioni. Queste logiche autenticamente partecipative ci permetteranno di capire quel’è davvero la domanda sociale e di riorganizzare la nostra capacità di risposta; di condividere una visione e una chiara strategia dello sviluppo; di mobilitare l’intelligenza collettiva e le energie positive della comunità e di riprodurre il suo capitale sociale.

Dobbiamo però ricordare che la partecipazione non significa rinunciare al ruolo della politica che non è delegabile; anzi è proprio una politica forte che può dare garanzia di effettività ai processi partecipativi; può dare cioè quello che i cittadini, le imprese, la società civile chiedono alla politica: di produrre decisioni, dare certezze, promuovere logiche di sviluppo.

Sul piano del metodo, non vi è dubbio che vadano rafforzate la capacità di lettura e di interpretazione del cambiamento, possibilmente secondo modalità che permettano di anticipare le dinamiche e di sperimentare risposte appropriate.

Dal punto di vista etico, va detto che la risposta alla domanda sociale dovrà costituire una preoccupazione prevalente e costante, se è vero che una politica che non sa trovare risposte sarebbe una politica che ha perso la sua ragione d’essere.

PSI Vieste –
Michele Lapomarda
 


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