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Manfredonia/ CONTRATTO D’AREA: tra fallimenti e prospettive

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Sono anni che la città aspetta un consiglio comunale monotematico sul Contratto d’Area Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata. Insistentemente sollecitato e richiesto da vari esponenti politici di opposizione ed anche di maggioranza nella passata amministrazione non ha mai trovato il consenso dell’ex sindaco Paolo Campo, Responsabile Unico del patto industriale. Le ragioni sono a tutti note ed allo stesso tempo poco chiare. Se volessimo fare un passo indietro e dare un giudizio su come la politica locale (tutta) ha gestito lo sviluppo, l’occupazione e la legalità del contratto d’area dovremmo condannarla spedendo a vita tutti i suoi attori nel “Paese dei Balocchi”. Oggi ci viene chiesto di ringraziare coloro che hanno avviato e portato l’industria nella nostra città ma non possono avere il nostro apprezzamento uomini che, in qualità di nostri rappresentanti, hanno avuto l’opportunità di attingere ingenti risorse pubbliche gestite frettolosamente e superficialmente a discapito di un territorio che aveva bisogno di essere coerentemente riqualificato, riorganizzato e bonificato in alcune aree ancora fortemente inquinate e semi-reindustrializzate a forte vocazione turistica (ex Enichem) e doveva essere strutturato ed organizzato in altre zone che dopo 13 anni di lavori aspetta ancora l’acqua e la fogna (DI46-PIP). Le necessità di vita c’impongono di guardare avanti, anche perché è prassi che in politica chi sbaglia non paga a differenza di un qualunque imprenditore della nostra area industriale che per il solo fatto di aver dimenticato di comunicare per iscritto che nelle vicinanze della sua azienda non ci sono mai stati cassonetti per i rifiuti è costretto a pagare la tariffa piena della tarsu, pari a decine di migliaia di euro, bolletta recapitatagli oltre cinque anni dopo il suo insediamento. Lui non può esimersi dal pagare se vuol portare avanti la sua azienda. Non serve politicizzare i fallimenti di una realtà industriale che se pur mal gestita è diventata risorsa importante per la nostra economia. Così come non serve criticare sull’operato dei vecchi politicanti e dei propri protetti. In passato alcune aziende non si sono potute insediare nella nostra area industriale poiché avrebbero dovuto accettare particolari richieste così come poche sono le aziende che non hanno dovuto subire l’imposizione di personale caldeggiato dal politico di turno.
Oggi però abbiamo certezza di una nuova realtà politica, crediamo nella santità ma non è argomento che tratteremo in questo articolo. L’aver dato spazio ad una discussione focalizzata esclusivamente sulle nostre aree industriali, dopo un decennio di silenzio la chiamiamo “redenzione politica” almeno ce lo auguriamo, poiché quasi tutti i politici di oggi sono i protagonisti della politica di dieci anni fa. In tutti questi anni l’imprenditore è stato lasciato solo a se stesso, nella bagarre burocratica che li portava a fare da se tutto ciò che si poteva, diciamo.Area industriale DI46-PIP La testimonianza di un operaio dell’Enel che ci dice che oggi si opera diversamente rispetto a un anno fa, in quest’area, ci conferma tutto questo. Particolare apprezzamento vogliamo manifestare all’Assessore Zingariello che sin dal primo giorno del suo nuovo incarico di Assessore ai Lavori pubblici è tempestivamente intervenuto su tutte le istanze avanzate dagli imprenditori dell’area industriale portando soluzioni concrete. Ora serve che la politica la smetta di fare propaganda elettorale ed inizi a lavorare molto seriamente poiché occorre non creare confusione e ritardi nel completamento delle infrastrutture che sono, oggi, il volano dello sviluppo delle nostre aree industriali e la speranza di moltissimi giovani che vogliono tornare a vivere nella loro città: Mattinata, Monte Sant’Angelo, Manfredonia.

Raffaele di Sabato


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