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Legge sul piano casa avviata la revisione

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L’assessore Barbanente: “nessun preconcetto”.

 

L’assessorato all’Urbanistica della Regione Puglia ha avviatola concertazione istituzionale per la revisione della legge regionale sul piano casa, approvata all’unanimità dal Consiglio nel luglio 2009. «Un atteggiamento – rileva l’assessore Angela Barbanente – ben diverso da quello del governo nazionale. Il nostro non è affetto da preconcetti di schieramento, pro o contro un provvedimento governativo a prescindere dal merito». «Abbiamo infatti approvato la legge – sottolinea l’assessore regionale – nel solco del nostro indirizzo politico, ossia cercando di promuovere miglioramento delle condizioni abitative e sviluppo economico, garantendo la salvaguardia del territorio e la vivibilità delle città. E oggi siamo pronti a rivederla per rimuovere
alcune criticità che ci sono State segnalate dalle rappresentanze dei Comuni e degli operatori
del settore, ma senza snaturarla». «Dall’altra parte, invece – continua l’assessore – il governo ha perso tempo incolpando le Regioni e i Comuni “rossi” del fallimento del piano casa e dimenticando
che avrebbe dovuto varare i decreto sulla semplificazione entro dieci giorni dall’intesa del primo
aprile 2009. Ignorando la realtà dei fatti, come fa anche il vicepresidente del consiglio regionale Marmo (Pd), ossia che il Veneto, che è notoriamente l’ispiratrice, e la Sardegna, entrambe caratterizzate da notevolissima diffusione di tipologie uni-bifamiiari, sono le due uniche regioni nelle quali la norma ha avuto riscontro mentre il flop accomuna tutte le altre regioni, ivi comprese quelle governate dal centro destra». «Oggi – continua – persino Berlusconi sembra essersi reso conto del fallimento del piano casa, annunciandone il rilancio mediante l’aggiunta di incentivi fiscali. Attendiamo notizie in merito e intanto continuiamo a lavorare, operando pure le revisioni della legge regionale che riteniamo necessarie e che sono condivise dal partenariato, ma non facendoci distrarre dai canti delle sirene». «Gli incerti orizzonti del piano casa, infatti – conclude la Barbanente – confermano la nostra convinzione che per contrastare la crisi del settore edilizio, come suggeriscono i dati del Cresme, occorre incentivare interventi che siano capaci di rispondere alla crescente domanda di qualità dell’abitare, di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione urbana, di dotazione di infrastrutture e servizi, e a tal fine sostenere adeguatamente l’innovazione della pianificazione urbanistica locale». «Non vorrei che l’assessore Barbanente – replica il vicepresidente del Consiglio Nino Marmo – temendo di apparire troppo attenta alle ragioni degli altri, si chiuda nella collocazione culturale di parte. Tanto appare infatti da quanto ha affermato sul piano casa».


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