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Imprese: contratto di rete e opportunità di sviluppo

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Nell’economia globalizzata del nuovo millennio il tema della dimensione è sempre più centrale per le imprese che vogliono mantenere e sviluppare un ruolo da protagoniste. E’ un problema che investe pesantemente la nostra realtà, composta nella stragrande maggioranza da piccole e medie aziende che faticano a rimanere competitive. Il panorama legislativo italiano ora offre loro un supporto significativo. Oggi le realtà imprenditoriali che vogliono crescere non hanno più a disposizione solo la strada delle fusioni e delle aggregazioni, ma anche il nuovo strumento del ‘contratto di rete’ che permette di sviluppare collaborazioni e strategie comuni, senza perdere in autonomia e indipendenza. Di questo si è discusso oggi in Camera di Commercio nel corso di un convegno organizzato da Confindustria e al quale ha partecipato anche Aldo Bonomi, vice presidente dell’associazione nazionale degli industriali. "Mettendosi in rete si mantiene comunque la propria autonomia, la propria voglia di fare impresa e la possibilità di crescere, non solo sul mercato nazionale ma anche su quello internazionale. Credo che questo sia il grande vantaggio di mettersi in rete". Si è parlato anche del ruolo che il sistema bancario può svolgere per favorire lo sviluppo delle reti d’impresa. " Noi abbiamo fatto, prima con una banca straniera, poi con altre italiane, un reating di filiera che permette alle banche di fare valutazioni dal punto di vista finanziario e del management e della capacità delle persone di fare rete, ha proseguito Bonomi. Ecco il perchè le banche sono più favorevoli ad appoggiare le aziende che si mettono in filiera".


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