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Vieste/ Preoccuparsi della PAGLIUZZA e non vedere la TRAVE che si sta abbattendo (2)

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Riceviamo e pubblichiamo.

 

Cara redazione,
non posso non dare atto  come la vostra costante informazione sia davvero cara a chi legge e a chi poi possa commentare in qualche modo. Ma  ritengo che alcuni commenti che qualche settimana fa, con tanta superficialità  e con offese gratuite, hanno coinvolto la mia persona – e in parte mio fratello Don Tonino -, forse andavano meglio analizzate e valutate, ricorrendo a  eventuali ripari anche di natura legale. Nonostante tutto, proprio perché mi ritengo una persona di “indiscussa onorabilità”, come ben ha fatto qualcuno a sottolinearlo nel suo  commento,ho creduto che sarebbe stato meglio non rispondere affatto a certe  provocazioni, per non alimentare un fuoco che era stato fatto divampare  senza nessun motivo. Ho preferito insomma mettere in pratica ciò che diceva il Sommo Poeta: “non ti curar di loro, ma guarda e passa!”.
Mi riferisco ad un mio articolo apparso qualche settimana fa con il quale ,in  un sano e nostalgico accenno verso un albero di pino che racchiudeva tanti ricordi e rappresentava una rinascita, chiedevo semplicemente il perché fosse stato abbattuto – visto che non si intravvedeva alcuna necessità . Non avevo però  intenzione di  tirare in ballo nessuna persona, come invece hanno fatto altri.
Pensavo e speravo che l’argomento fosse ormai chiuso, ma l’articolo a firma di Nunzio Ricci, persona stimata che conosco bene, rievoca  prepotentemente il trascorso  argomento e mi istiga    a scrivere ancora. Ma lo farò in un modo pacato, augurandomi di non scatenare ulteriori e sterili polemiche. L’articolista Ricci, menzionandomi, quasi mi rimprovera per aver visto “la pagliuzza” (il pino abbattuto)  e non aver visto la “trave” (il lavoro faticoso dei contadini e le barbarie perpetrate nei boschi). Tutto ciò mi trova invece in completo disaccordo. Forse, nel momento in cui scriveva, non ha ricordato che già altre volte sono stati scritti  articoli a mia firma, non solo sul vostro sito ma anche su altri media locali, con i quali ho sempre denunciato il degrado urbanistico a causa del quale – per tanti versi – la nostra cara Vieste  paga un pesante onere nella sua immagine. Mi si ricorda giustamente che il mio lavoro mi porta nelle campagne. Ed è proprio grazie al mio lavoro, (per chi non lo sapesse faccio il  Veterinario della ASL e mi preoccupo dello stato di salute dei nostri animali da reddito)  che già altre volte ho potuto notare e far notare la situazione delle nostre contrade, a cominciare dai frequenti cumuli di immondizia, dagli incendi, dalle strade interpoderali non curate  ed altro. E mi è capitato anche di scrivere qualcosa sul fenomeno della processionaria che, grazie a Dio, quest’anno non sembra  essere troppo frequente.
Mi si dice ancora che non vedo la trave? Ma cosa potrei fare di più, visto che non sono un politico, che  non faccio parte di alcuna Amministrazione locale  e che …non svolgo neanche la professione di giornalista ?.

Bartolo BALDI


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