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Vieste/ Traffico di droga assolto “Cintaridd”

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Notarangelo, ex numero due dei ricercati della provincia di Foggia è stato assolto. La decisione del gup di Milano.

 

Prosciolto dal gup di Milano dalle accuse di traffico di droga e tentato acquisto di un’ingente partita di stupefacenti, il viestano Angelo Notarangelo di 33 anni, soprannominato «Cintaridd», ex numero due nell’elenco dei ricercati foggiani: sfuggì all’arresto il 22 febbraio 2010 in occasione di un blitz antidroga della Dda di Trento, contrassegnato dall’emissione di 57 provvedimenti di cattura in tutta Italia; si diede alla latitanza terminata lo scorso 11 gennaio, quando il Tribunale della libertà di Trento accolse il ricorso difensivo e annullò per insufficienza d’indizi l’ordinanza di custodia cautelare firmata nei confronti del viestano. Il gup di Milano ha ora prosciolto Notarangelo, come peraltro chiesto da pm e ribadito dal difensore l’avv. Carlo Mari, al termine dell’udienza preliminare nei confronti di una cinquantina di imputati. L’inchiesta della Dda di Trento, poi trasmessa per competenza alla magistratura milanese, riguarda un traffico internazionale di droga che sarebbe stato gestito a Milano da un marocchino: la cocaina arrivava dall’Olanda; l’hascisc dal Marocco via Spagna; l’eroina dai paesi balcanici. A Notarangelo si contestava di far parte dei clan di trafficanti e di aver tentato d’acquistare a Milano, nel maggio 2008, 2 chili di cocaina e 25 chili di hascisc per 300mila euro proprio dal presunto capo marocchino dell’organizzazione di trafficanti:droga che doveva poi essere smerciata sul Gargano. Il proscioglimento di Notarangelo è arrivato quasi scontato,dopo che la Corte di Cassazione – accogliendo in novembre il ricorso dell’avv. Carlo Mari – avevano «bocciato» l’inchiesta relativamente al ruolo del garganico. Il fatto che Notarangelo si sia recato a Milano con 300mila euro per acquistare la droga non può da solo – aveva detto la Suprema Corte – supportare l’accusa di far parte del clan di trafficanti, in quanto dimostra che era un semplice acquirente. Ma c’era poi stata una trattativa seria per l’acquisto della droga (anche il tentativo si configura come reato)? No, non c’era stata, ha detto il difensore e la Cassazione prima e i giudici poi sono stati dello stesso parere. Dalle stesse intercettazioni telefoniche tra il marocchino che doveva vendere la droga a Notarangelo e un foggiano che aveva fatto da intermediario, emerge infatti che queste trattative non erano mai state «serie», concrete e con la partecipazione diretta dello stesso imputato. Ecco spiegato il proscioglimento di Notarangelo, il cui nome ha assurto importanza in occasione del duplice omicidio dei fratelli viestani Giovanni e Martino Piscopo, sequestrati il 18 novembre scorso e trovati morti carbonizzati dopo 10 giorni, delitto firmato dalla mafia garganica. Notarangelo non è accusato del duplice omicidio, ma in occasione delle indagini più volte gli inquirenti hanno parlato dell’esistenza su Vieste del clan Notarangelo, alleato alla più forte famiglia montanara dei Libergolis, circostanze che Notarangelo smentisce.

 

Blitz, fuga, proscioglimento

— 22 febbraio 2010 – Il gip di Trento firma 57 ordinanze di custodia cautelare per traffico di droga tra Milano, Calabria e Gargano: Angelo Notarangelo sfugge alla cattura.

– 19 marzo2010 – Il Tribunale della libertà di Trento conferma la gravità degli indizi contro Notarangelo e rigetta la richiesta difensiva di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare.

– 21 settembre 2010 – I carabinieri perquisiscono casa di Notarangelo e trovano una botola che da una stanza porta in uno scantinato.

– 16 novembre 2010 – La Cassazione accoglie il ricorso del difensore di Notarangelo e annulla con rinvio la decisione del Tdl di Trento che confermò la gravità di indizi a carico del garganico.
– 18/28 novembre – Sequestrati e uccisi dalla mafia garganica due imprenditori turistici viestani, i fratelli Piscopo: la Dda rimarca che a Vieste comanda il clan Notarangelo collegato alla famiglia mafiosa Libergolis di Manfredonia/Monte Sant’Angelo.
– 11 gennaio 2011 – Il Tribunale della liberta di Trento riesamina la posizione di Notarangelo, accoglie il ricorso difensivo e annulla l’ordinanza di custodia cautelare per insufficienza d’indizi.
– 17febbraio 2011 – Il gup di Milano prosciogli Notarangelo dalle accuse di fa parte di un clan internazionale di trafficanti di droga e d’aver tentato d’acquistare a Milano 27 chili di stupefacente. 


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