The news is by your side.

CASO RUBY – NEL PROCESSO, FRA LE PERSONE OFFESE IL VIESTANO IVO MORELLI

21

Il giovane funzionario, originario di Vieste, con altri due colleghi della Questura di Milano fra le persone offese nell’ambito del processo per rito immediato a Berlusconi

Il giudice Cristina Di Censo attribuisce al Tribunale di Milano la competenza territoriale per il procedimento a carico del premier, accusato di concussione e prostituzione minorile dalla procura milanese. Sarà giudicato da tre magistrati donna. Le motivazioni: "Fatti a carico del premier dimostrati dalle cose". "Il premier ha abusato della sua qualità e non della funzione di presidente del Consiglio"
Lette le carte del caso Ruby 1, il giudice per le indagini preliminari non ha dubbi: Silvio Berlusconi deve essere processato con rito immediato 2 per i reati di concussione e prostituzione minorile. Per il giudice Cristina Di Censo è provata la fondatezza dell’accusa ("fatti storici dimostrati"), mentre sulla responsabilità di Berlusconi deciderà il tribunale. Inoltre il tribunale è "competente". Nel suo decreto, infatti, il giudice, citando sentenze della Cassazione, spiega che il reato di concussione, la contestazione principale mossa al premier, è stata consumata nella qualità di presidente del Consiglio e non con l’abuso della funzione di presidente del Consiglio. Per questo la competenza non spetta, a parere del gip, al Tribunale dei Ministri come invece lamentato dai difensori del leader del Pdl.

Per il giudice, inoltre, si uò procedere con l’immediato anche per la prostituzione minorile perchè secondo giurisprudenza e prassi il reato più grave attrae quello meno grave e, soprattutto, non comporta limitazioni dei diritti di difesa dell’imputato.

Nel suo provvedimento, di circa 30 pagine, il gip precisa di non riferirsi alla "prova della responsabilità", ma alla "fondatezza" dell’accusa.
In altre parole, il giudice non anticipando il suo ruolo che non è quello di pronunciare una sentenza in questa fase del procedimento, ritiene che occorra un processo per valutare se questa accusa, al momento fondata, possa trasformarsi in un verdetto di colpevolezza per Berlusconi.

La prima data dell’udienza sarà il prossimo 6 aprile, ore 9,30, davanti alla quarta sezione penale. Dove Berlusconi sarà giudicato da un collegio composto da tre donne, stando a quanto comunica la cancelleria: i magistrati Carmen D’Elia, Orsola De Cristofaro e Giulia Turri. .

Il decreto che dispone al giudizio, composto da una trentina di pagine, conta ben 15 pagine nelle quali sono elencate tutte le fonti di prove per aree tematiche, cioè per episodi.

Nel provvedimento, il gip Di Censo afferma la competenza territoriale del tribunale di Milano per entrambi i reati contestati a Berlusconi e ritiene che la competenza funzionale sia propria della magistratura ordinaria e non del tribunale dei ministri, come sostenuto invece dai legali del premier e da una recente mozione del Parlamento.

Dalla notifica del decreto, Berlusconi ha quindici giorni di tempo per decidere se ricorrere a riti alternativi, che in caso di condanna concedono lo sconto di un terzo della pena. Questa la prima reazione della difesa: "Non ci aspettavamo nulla di diverso" dichiara Piero Longo, legale di Berlusconi con Niccolò Ghedini. Lo stesso Longo ironizza sul collegio femminile che giudicherà Berlusconi: "Abbiamo già tre donne nel processo Mills. Benissimo, le signore sono sempre gradite, qualche volta gradevoli".

In Procura a Milano, poche parole e molti sorrisi. "Ora andremo in udienza", si limita a dichiarare il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. Come in corso d’indagine, anche in udienza l’accusa contro il premier sarà sostenuta dai Pm Ilda Boccassini, Antonio Sangermano e Pietro Forno.

Il gip individua le parti lese nella stessa Ruby, al secolo Karima El Mahroug, marocchina, e nel ministero dell’Interno. Ruby è persona offesa nel procedimento in relazione al reato di prostituzione minorile contestato a Berlusconi: il premier avrebbe commesso atti sessuali con la giovane in cambio di denaro o altre utilità dal febbraio al maggio dello scorso anno, quando la ragazza non aveva ancora 18 anni. Il ministero dell’Interno, invece, è parte offesa in relazione al reato di concussione ipotizzato in relazione alla telefonata che Berlusconi fece nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso in Questura a Milano per ottenere il "rilascio" di Ruby, portata negli uffici della polizia in seguito alla denuncia di un furto.

Oltre alla Questura, risultano indicate come persone offese anche i tre funzionari coinvolti nel fermo e nell’affidamento di Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti. Si tratta di Pietro Ostuni, capo di Gabinetto di via Fatebenefratelli, del commissario capo Giorgia Iafrate e di Ivo Morelli, dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura. I tre funzionari, se lo ritengono, potranno costituirsi parte civile. Anche la Presidenza del Consiglio, in ipotesi, potrebbe costituirsi come parte civile in rappresentanza del ministero dell’Interno.

(fonte: L’Espresso)


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright