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Racket/ Tano Grasso: ‘Faremo riaprire il ristorante Scialì!’

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Tano Grasso presidente onorario della Federazione Nazionale Antiracket, è stato a Foggia per partecipare ad una riunione convocata dopo l’attentato all’imprenditore turistico di Vieste. "Siamo impegnati in una sfida: entro giugno faremo riaprire il ristorante "Scialì" di Vieste utilizzando il fondo sociale previsto dalla legge 44 del 1999. Questo è il segnale che vogliamo dare all’intero territorio garganico".

E’ questa la promessa di Tano Grasso Presidente della Federazione Nazionale Antiracket, stamani a Foggia, in Camera di Commercio, per partecipare ad una riunione convocata dopo il vile attentato che ha colpito un imprenditore turistico di Vieste, membro del direttivo antiracket del comune garganico. Il suo locale, situato sul lungomare Mattei, nella notte tra sabato e domenica, è stato totalmente distrutto dalle fiamme, provocando danni per oltre un milione di euro. Della struttura resta solo lo scheletro in cemento armato. Dietro, la mano della criminalità organizzata. Dietro il suo ribellarsi: il dire no al racket. Grasso, allora, affronta a muso duro la criminalità garganica, lo fa cercando di sensibilizzare le istituzioni e le vittime di questa piaga sociale.

 

"La mafia in ogni sua forma è l’ostacolo principale dello sviluppo del Mezzogiorno – ha detto Grasso. A Vieste, poi, con molta fatica un gruppo di imprenditori si è riunito ed ha costituito un’associazione antiracket stabilendo un nuovo rapporto con le istituzioni; collaborazione con le forze di polizia – prosegue – che non si esprime solo attraverso la denuncia, ma anche attraverso uno scambio di informazioni. L’associazione antiracket istituita a Vieste, ha in qualche modo, spezzato il profondo clima di omertà – ha aggiunto Grasso. Ora ci Troviamo di fronte ad un’organizzazione criminale di tipo mafioso che manifesta particolare aggressività, intenta, tra le altre cose, ad esercitare una vera e propria sovranità territoriale. La mafia garganica – ha proseguito – è una delle maggiori espressioni criminali a livello nazionale. Una realtà sottovalutata anche sotto il profilo della concretezza delle risposte repressive e che richiede pertanto un’attenzione dal Governo centrale. Parliamo infatti – aggiunge Grasso – di un’attività criminale che colpisce una delle aree più ricche ed attive del Mezzogiorno: il Gargano. Noi con l’associazione antiracket e con il ministro Alfredo Mantovano siamo impegnati in una sfida: far riaprire il ristorante prima dell’inizio della stagione turistica. Utilizzeremo i fondi che lo Stato mette a disposizione delle vittime del racket. Sarebbe devastante per tutte le coscienze civili, infatti, che alcune di queste attività turistiche, che pagano costantemente il pizzo – ha aggiunto Grasso – l’estate prossima apriranno regolarmente, mentre resta chiuso chi si è rifiutato di pagare. Vieste – ha chiosato Grasso – ha una doppia faccia: da un lato quella della criminalità; dall’altro lato quella della reazione, reazione che non deve essere uccisa!"

 

A margine dell’incontro è intervenuto anche Eliseo Zanasi, presidente della Camera di Commercio. "L’attentato subito dall’imprenditore viestano significa voler colpire dritto al cuore di una realtà economica che si sta affermando . Il Gargano ha un tipo di mafia barbarica – ha sostenuto Zanasi – e la nostra provincia non deve passare come una terra di mafia. Questo distruggerebbe l’immagine della Capitanata, che si fonda – conclude – su due asset: il turismo e l’agroalimentare".


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