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Racket/ Tano Grasso: ‘Faremo riaprire il ristorante Scialì!’ (3)

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Il business delle vacanze per il salto di qualità. Il presidente dell’Associazione Antiraket di Vieste Mascia: «sul turismo si regge l’economia provinciale».

 

Da quando il turismo è diventato un fenomeno di massa sul Gargano la criminalità ha cominciato a girargli intorno. Gli operatori fanno risalire i primi segnali inquietanti a due anni fa, quando è stata fondata a Vieste la prima associazione antiracket in Capitanata. E’ dunque un fenomeno ancora fresco, se ci sono aziende (28) che hanno potuto esibire una condotta esemplare (l’iscrizione è subordinata al non aver mai pagato il pizzo e al via libera delle forze dell’ordine). A Foggia, ad esempio (tra le città più taglieggiate d’Italia), è dal 2001 che si cerca di aprire un’associazione antiracket. Sul promontorio il giro d’affari lievitato negli ultimi dieci anni ha spostato il raggio d’azione dal racket “tradizionale” che taglieggia esercizi e negozi al più succulento business delle vacanze. La spiegazione va individuata nella crescita dei fatturati delle aziende, dopo gli ampliamenti e le ristrutturazioni di alberghi e centri vacanze avvenuti nell’ultimo decennio in virtù di copiosi finanziamenti pubblici: dal patto territoriale di Foggia, al Giubileo soprattutto nell’area di San Giovanni Rotondo. Negli ultimi anni l’offerta di posti letto raddoppiata: oggi il Gargano offre il 50% della ricettività alberghiera pugliese, e con i suoi 4,5 milioni di turisti l’anno (1 milione di arrivi) detiene lo scettro di prima meta vacanziera estiva di Puglia. E’ in questo scenario che il racket punta al salto di qualità. Oggi l’associazione antiracket è composta quasi esclusivamente da operatori turistici, a testimonianza di quanto sia avvertito il disagio.

MASCIA -«L’aria che si respira è pesante – riconosce il presidente dell’associazione antiracket di Vieste – avvertiamo da un paio di anni questo clima di prepotenza che si riflette nei confronti delle aziende e non sappiamo cos’altro può accadere. L’incendio del ristorante Sciali ci preoccupa ulteriormente perchè la criminalità organizzata finora non aveva mai osato tanto. E’ come se avessero voluto forzare la mano e verificare l’effetto che fa». Giuseppe Mascia, operatore turistico (è proprietario di un villaggio a Vieste) ha assistito a capo chino all’incontro in Camera di commercio. Al termine aveva poca voglia di parlare: «Ha già detto tutto Tano Grasso – il suo laconico commento – il Gargano è diventato il motore più importante che traina l’economia dell’intera provincia, la spiegazione di quanto sta accadendo è tutta qui. Quanto siamo preoccupati? Abbastanza…, ma dobbiamo andare avanti».

ZANASI – L’imprenditoria viestana è spaventata «ma non doma», hanno sottolineato Grasso e Mascia durante l’incontro in Camera di commercio. Anche il presidente della «casa delle imprese», Eliseo Zanasi, si è detto preoccupato per l’escalation criminale che mette nel mirino le imprese. «Ci sentiamo sovraesposti rispetto a questi fenomeni delinquenziali – il suo commento – non possiamo credere che la fonte di sviluppo e di reddito forse più importante dell’intera economia provinciale possa rivelare adesso i suo effetto boomerang. Dobbiamo tutti fare in modo affinchè la fiammella dell’indignazione non si spenga mai. E’ in gioco il futuro dei nostri figli».

Massimo Levantaci 


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