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Produzione di olio minima/ “È la lebbra dell’olivo”

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E’ un fungo, un parassita che ha trovato terreno fertile nei cambiamenti climatici con temperature, in autunno e in inverno, eccezionalmente miti. La “lebbra” dell’olio ha causato danni per 53 milioni di euro alla produzione pugliese, soprattutto nelle province di Lecce e Brindisi.  A lanciare l’allarme è stato l’assessore all’Agricoltura Dario Stefano che ha chiesto e ottenuto dalla giunta l’approvazione di una delibera per sollecitare “interventi urgenti” al ministero delle Politiche agricole. I dati sono preoccupanti. Nel Salento, dove sono più numerosi gli ulivi secolari, la superficie colpita dal parassita è di l52mila ettari. «L’aumento delle temperature e delle piogge autunnali, ma anche gli eventi calamitosi sempre più frequenti – ha spiegato Stefano – hanno consentito la diffusione anomala e invasiva della lebbra dell’olivo».
Il fungo colpisce gli alberi già ammalati, causandola caduta di rami, frutti e foglie. Gli addetti ai lavori sono preoccupati. La diffusione sempre maggiore della “lebbra”, già registrata ma con minore intensità lo scorso anno (è comparsa anche sulle coste montenegrine), ha causato la produzione di olio di cattiva qualità, con gradi elevati di acidità. Pietro Salcuni, presidente della Coldiretti Puglia, spiega che il bilancio della campagna olearia nelle campagne di Lecce, Taranto e Brindisi è stato “drammatico”.


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