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Vieste/ Verso le elezioni, Giuffreda: “scendo in campo contro la rassegnazione”

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A colloquio con la candidata del centrosinistra. “Oggi gli imprenditori viestani ritengono di dover prendere tutto senza dare niente. Ma ci sono giovani svegli, come Vittoria Vescera, Mascia. E guarda caso, fanno parte tutti dell’antiracket. Gli imprenditori prendano ad esempio da Di Marca”.

 

La costruzione possibile di un’altra città parte dal mostrare a tutti le foto delle ultime speculazioni edilizie che hanno mutato l’orizzonte di chi guarda Vieste dalla collina per scorgerne il mare. La candidata del centrosinistra al Comune di Vieste AnnaMaria Giuffreda consegna ai suoi elettorti, alle sue elettrici un’idea di alterità. Militante del Partito Comunista e della Fgic negli anni giovanili. Si è dedicata nei decenni successivi alla politica silenziosa della prassi e del lavoro di medico lasciando lo spazio attivo al fratello e al marito. Le elezioni amministrative del 2011 sono però l’occasione per invertire la tendenza.

Dottoressa Giuffreda, la sua campagna elettorale è segnata dalla voglia di un’altra Vieste. Cosa significa?

Quando con degli amici – e in particolare con un amico pittore – abbiamo scattato le foto che ritraggono tutto ciò che è dietro la penisola di San Francesco e ho poi visto le immagini, mi è venuta una fitta al cuore b perché se immaginiamo Vieste pensiamo all’aarchitiello, al Pizzomunno, alla spiaggia incantevole, invece in questi anni c’è stato anche uno scempio del paesaggio. Io corro sul lungomare, con un gruppo di amici faccio parte dl una società d’atletica lo spettacolo che si apre durante la corsa è uno scenario bellissimo Vedere il mare meraviglioso e la Punta di San Francesco è una emozione fortissima, ma in realtà dietro la punta si nascondono quelle violenze» Ecco è anche questa una delle ragioni che mi ha spinto a scendere in campo anche se questa speculazione non mi appartiene

Quali sono le responsabilità di chi ha amministrato la città in questi anni secondo lei?

il ceto decisore degli ultimi anni ha la responsabilità di non essere stato il punto di riferimento di una città che avrebbe meritato molto di più. Abbiamo assistito all’assalto del nostro territorio: c’è cemento dappertutto senza considerare la qualità della vita In città c’è quasi un senso dl rassegnazione. Questo sentimento diffuso mi ha fatto decidere di impegnarmi in prima persona, perché è come se questo stato di cose sia ormai dato per naturale. Si continua a ripetere che non si può fare niente che la politica ha le mani legate, che sono tutti uguali Tuttavia io vedo che ci sono strati di società che chiedono e sperano in un rinnovamento della politica. Sperano che ci possa essere un’altra Vieste,

Quali pezzi di comunità sta intercettando?

Sicuramente ci sono persone, che non appartengono all’elettorato di sinistra tradizionale, Ci sono imprenditori turistici, commercianti, i giovani che sono molto sensibili ai temi ambientali, Diverse categorie di cittadini,

È profondo a Vieste il disagio di chi non ha lavoro e dei giovani,diplomati all’alberghiero che non riescono a trovare sbocchi in città, che ne pensa?

É chiaro che se una stagione turistica dura soltanto 2 mesi, diventa difficile poter occupare molti addetti. La scuola alberghiera di Vieste, che è una delle più rinomate nel territorio meridionale, rilascia ottimi professionalità che riescono a lavorare fuori, ma la nostra stagione turistica è asfittica i ragazzi non hanno prospettive. Del resto a Vieste si è anche abbandonata la questione turistica: non esiste un dibattito pubblico, generalizzato sul tema.

In che senso?

Nonostante buona parte della classe dirigente che ha governato questa città sia stata rappresentata dagli imprenditori turistici, gli amministratori pubblici che erano anche imprenditori non hanno avuto la lungimiranza di organizzare un turismo nuovo e differente rispetto a quello esistente» L’imprenditore turistico nella maggior parte dei casi è stato lasciato solo: ha dovuto organizzarsi le proprie stagioni nel completo isolamento Laddove non c’è un’amministrazione comunale che funzioni da motore per l’organizzazione dei servizi che si offrono ai turisti e ai cittadini, la stagione turistica non può che far riferimento al singolo attore economico che si improvvisa nell’arco dei due mesi.

Esiste secondo lei un ceto imprenditoriale valido a Vieste? Vi sono dei giovani emergenti di valore?

Gli imprenditori illuminati appartengono al passato di Vieste e uno di questi è stato sicuramente il proprietario dell’albergo Pizzomunno, il dottor Di Marca. Questo dottore, che ho anno la fortuna . di conoscere e che non è più proprietario della struttura, aveva grandi capacità imprenditoriali. Con la sua uscita dalla scena turistica, prima di tornare a Milano, ha lasciato anche un regalo a Vieste un giardino pubblico nel quartiere nuovo della città. L’unico punto verde realizzato non dall’amministrazione comunale, ma da un privato in segno di ringraziamento nei confronti dei cittadini viestani. Oggi ,invece, gli imprenditori viestani ritengono di dover prendere tutto senza mai dare niente in cambio Ci sono diversi giovani, la stessa Vittoria Vescera, Mascia. Guarda caso fanno parte tutti dell’associazione antiracket.

Che turiamo sogna per Vieste?

A me l’idea del turismo familiare piace tantissimo. Non sogno una Rimini sul Gargano, è un tipo di turismo che non ci appartiene.

Eppure Vieste si è allontanata molto da una tipologie di turismo familiare.

Si ma non basta una discoteca per attirare i giovani, né basta la realizzazione di un casinò, che qualcuno propone. E’ questa un’idea che non ha fondamento. Io credo che la nostra città debba saper rivolgersi alle famiglie, ai bambini e ai diversamente abili. Sul tema dei disabili a Vieste non si è mai fatto nulla né per i cittadini né per i turisti. C’è da fare tantissimo nei servizi sociali a sostegno delle donne e delle famiglie. C’è da iniziare un percorso. A Vieste non abbiamo asili, non ci sono strutture per soggetti con disabilità.

Qual è a suo avviso il fallimento, se ve ne sono stati, più importante per l’amministrazione di Ersilia Nobile?

Il fallimento amministrativo più grande è rappresentato dall’isolamento scontato da Vieste a livello regionale. Non abbiamo avuto interlocutori in Regione nonostante le enormi opportunità regionali che sono state colte da altri comuni anche del Gargano nel rapporto con l’assessorato ai servizi sociali e al lavoro. Noi siamo stati completamente assenti: si è scaricato tutto sul fatto che siccome la Regione era governata dal centrosinistra, non ha dato spazio alle istanze di Vieste, amministrata dal centrodestra. E’ stato esattamente il contrario: l’amministrazione Nobile non ha saputo e voluto proporsi. Non c’è stato nessun collegamento. Dobbiamo cominciare ad essere presenti, con la promozione dei bandi tra i giovani e le donne. Il comune dev’essere promotore dei progressi di collaborazione.

Ha già in mentela  sua squadra di governo qualora dovesse essere eletta?

Stiamo ancora lavorando sulla lista.

Mauro Clemente è una energia che può ancora recuperare?

A me all’inizio è dispiaciuto molto per le sue dimissioni da segretario cittadino del Pd. E’ inutile nasconderlo. Io avrei voluto fare le primarie, sarebbero state un grande momento di partecipazione per la città, ma lui si è sottratto alla competizione democratica. Mauro non si è voluto misurare, Francamente non so adesso quale sia la sua posizione. Si dice che ci sia un accordo con Spina, ma non so quanto ci sia di vero in queste voci,

Cosa pensa del ritorno sulla scena pubblica di Mimì Spina Diana?

Questo denota la incapacità da parte del centrodestra di avere una classe dirtgente adeguata.La dottoressa Nobile non può vantare nessuna credenziale in questti cinque anni, però ripescare un dinosauro della politica come Spina mi pare un fallimento totale del Pdl. Spina è stato 15 anni al potere a Vieste: è stato sindaco quando a livello regionale c’era  Fitto ed è stato parlamentare col Governo Berlusconi. Ci ha lasciato una città che versa in queste condizioni di disagio, Come fa a ritornare come salvatore dalla patria?

E’ lui però il sindaco della città capitale estiva del cinema? Perché Vieste non è riuscita a capitalizzare quelle risorse? Perché non c’è stata una spinta simile a quella del Salento?

Nel Salento non ci sono manifestazioni isolate, ma una organizzazione complessiva, territoriale dei turismo e della cultura. C’è una forte identità, che noi non siamoo riusciti ad alimentare e che non poteva essere nutrita da un singolo evento, che per quanto meritorio non può supplire una idea generale di promozione turistica.

Che città è quella proposta dal suo progetto?

Una città che ritorna ad essere a misura d’uomo e di donna.

Tanti sostengono, anche nel centrodestra, che ha la vittoria in pugno. Cosa risponde a queste osservazioni?

Avverto con grande peso questa battaglia. Non ritengo che sia facile Quando mi dicono in bocca al lupo, rispondo sempre: sapessi che lupo perché mi rendo conto della forza dei miei avversari. La mia credibilità e la mia forza sono in tutte quelle persone che vogliono cambiare. Quando ho deciso di accettare questa sfida, ho avvertito il senso di sfiducia di tanti cittadini e cittadine. Io mi rivolgo a tutti coloro che non sarebbero andati a votare e che non votano da tanto tempo. Attorno a me ho trovato viestani che hanno cominciato a dire: forse questa è la volta buona che riusciamo a cambiare la nostra città.

Antonella Soccio
L’Attacco


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