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Vico/ Il sindaco ritira le dimissioni senza azzerare la giunta

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Restano i contrasti col presidente del Consiglio Comunale.

 

Il sindaco di Vico del Gargano Luigi Damiani, ha imboccato la strada che dovrebbe consentire di condurre in porto la legislatura. Ieri ha ritirato le dimissioni presentate lo scorso 19 febbraio perchè «in questo momento c’è un deficit di chiarezza all’interno della maggioranza che mi impedisce di portare avanti il mandato elettorale». Il chiarimento è arrivato dopo una serie di incontri con i consiglieri della maggioranza di centrosinistra -che per il sindaco «ha dato i suoi frutti. Una maggioranza che, dunque, ritorna a lavorare sui punti programmatici più importanti e che nei prossimi giorni esporremo alla cittadinanza». Restano le distanze dal presidente del consiglio comunale, Costanzo Di Jorio; il quale era stato molto critico nei confronti dell’esecutivo riferendo del malcontento che serpeggiava tra alcuni componenti della maggioranza, che lamentavano il «loro disagio per la mancata trasparenza sul redigendo Piano urbanistico generale; per dover approvare in consiglio comunale atti e provvedimenti della giunta sui quali è mancata la preventiva informazione; per la direzione dell’ufficio tecnico, su cui si sono espresse ampie riserve sulla gestione per la gestione del bilancio dell’ente, con le gravose spese di contenziosi relativi a scelte non sempre condivisibili ed oculate; per il forte condizionamento che alcuni assessori esercitano sull’intera azione amministrativa». Ecco perchè – diceva Di Jorio – «era essenziale giungere ad un chiarimento vero con azioni concrete: azzeramento della giunta e ricomposizione; raggiungimento nella maggioranza di una generale condivisione delle modalità e dei mezzi per dare trasparenza al percorso e alle scelte del Piano regolatore generale». Il sindaco Damiani non ha però raccolto i «suggerimenti» del presidente del consiglio: «per il Pug» dice il primo cittadino «sono state indette ben otto convocazioni e Di Jorio si è presentato solo all’ultima, quando le mie dimissioni erano già state rassegnate. Parlare di scarsa trasparenza – aggiunge Damiani – è offensivo nei confronti della mia amministrazione. Se sono stati commessi errori in fase di redazione del Pug sia dal punto di vista dei contenuti che delle procedure, avremmo accettato qualche opinione, ma nessuno ha obiettato mai nulla, anzi, lo stesso Di Jorio non si è neanche presentato a queste riunioni. Qualcuno pensa che al piano urbanistico generale siano da accostare chissà quali manovre, ma non è così: sono previsti incontri pubblici per vagliare i diversi pareri: quella del Pug è una proposta, il percorso è lungo e fare polemica quando tutto è in fase embrionale nuoce soltanto alla città».

FRANCO MASTROPAOLO


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