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Scandalo Sanità/ Tedesco: «Vendola disse fai l’assessore». Nichi: è vero, tanto clamore per nulla

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L’audizione del senatore alla commissione di Follini. Saro: Pdl verso il no all’arresto. Il Pd resta spaccato.

 

Il senatore Alberto Tedesco ascoltato dalla giunta per le immunità di Palazzo Madama che dovrà decidere se accogliere o no la richiesta d’arresto dei magistrati baresi. Contro Tedesco ci sarebbero le accuse di concussione e corruzione. Giuseppe Saro del Pdl uscendo dalla giunta ha dichiarato di aver rivolto a Tedesco molte domande tra cui quelle legate al conflitto d’interesse esistente tra l’incarico di assessore alla Sanità (ricoperto all’epoca dei fatti) e le aziende dei figli e della moglie e dei fratelli. Tedesco, riferisce Saro, è stato chiaro. «Avrei voluto essere nominato presidente del Consiglio regionale, ma il governatore Nichi Vendola si impuntò. Nel caso avessi rifiutato la delega alla sanità sarebbe stata crisi con la caduta della giunta». Il senatore Saro, inoltre, appellandosi al garantismo ha fatto intendere che il Pdl dirà no ai magistrati baresi, mentre il problema resta circoscritto in casa Partito democratico (quello in cui è stato eletto Tedesco). Il Pd è diviso a metà tra garantisti e giustizialisti. «Sono assolutamente tranquillo. In Giunta ho ribadito gli elementi presenti nella memoria che ho consegnato e che tende a dimostrare l’esistenza di una sorta di fumus persecutionis». La seduta è stata interrotta e riprenderà questa sera o domani. Tedesco spiega, rifacendosi alla prassi parlamentare, che esistono «tre ipotesi di fumus persecutionis. La prima è di dolo evidente dell’inquirente che ti vuole danneggiare politicamente o personalmente. E questo lo escludo. La seconda è collegata alle modalità e ai tempi di esecuzione dell’indagine e io sostengo che i tempi e i modi si sono svolti in maniera oggettivamente persecutoria anche se non volutamente persecutoria». «Il terzo elemento – aggiunge – riguarda l’infondatezza dell’indagine che io ritengo di aver dimostrato nel corso dell’audizione». Il senatore, che si è autosospeso dal Pd, ribadisce di sentirsi «un perseguitato» e indica due esempi: «Il fatto che in tre anni non sono mai stato interrogato e la perquisizione nella mia abitazione per cercare un appunto che era già in mano alla Procura di Bari». «Perquisizione che ha originato un clamore mediatico che mi ha danneggiato» osserva l’ex assessore alla Sanità della Puglia. Sulle decisioni del partita da cui si è autosospeso Tedesco chiarisce: «Il Pd non deve porsi il problema del senatore Tedesco, ma quello di una corretta azione giudiziaria. In questa vicenda la posizione del partito è stata irreprensibile. C’è stato solo qualche commento dissonante che appartiene alla spregiudicatezza di chi l’ha fatto. Anche da Vendola non ho sentito commenti malevoli nei miei confronti, altri lo hanno fatto». Quanto alle voci di un possibile cambio di casacca, il senatore taglia corto: «Io vengo da un partito di sinistra e rimango convinto della militanza a sinistra. L’unica alternativa è, nel caso, tornare a casa».


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