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Dalle multe al mattone Evasi 13 milioni di euro

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Associazione a delinquere per cinque indagati che tra l’altro avevano acquistato il complesso turistico «Paradiso Selvaggio» a Vieste. Per gli inquirenti il gruppo era capeggiato dal 60enne titolare della società di noleggio degli autovelox.

 

Un vero e proprio impero. È quello che hanno trovato gli investigatori della Finanza seguendo i flussi di denaro finiti dalle casse dei Comuni nelle tasche di Diego Barosi con il noleggio degli autovelox e la percentuale su ogni multa.
UN IMPERO che il 60enne residente a Desenzano avrebbe costruito nel tempo attraverso una fitta rete di società di cui 27 attive, 7 sottoposte a procedure concorsuali e 4 in liquidazione e ormai cessate. Le società sono state analizzate minuziosamente e gli esperti della Finanza hanno accertato che Barosi attraverso vari prestanome aveva sottratto a tassazione circa 18 milioni di euro con un’evasione di imposte pari a circa 13 milioni di euro.
L’indagine ha portato anche alla luce una vera e propria associazione a delinquere, per gli investigatori capeggiata dal 60enne, che aveva l’obiettivo di condurre alla bancarotta fraudolenta le società che prima venivano acquistate e poi svuotate dei loro beni. Per la Finanza l’associazione ha visto anche la partecipazione di D.T., 51 anni della provincia di Vicenza; S.E. 61 anni di Roma; V.B. 63 anni di Verona e L.M., 62 anni della provincia di Vicenza.
Ai cinque, a vario titolo, è contestata l’associazione a delinquere oltre alla bancarotta fraudolenta.
I cinque, come ricostruito dagli inquirenti, dopo aver individuato e rilevato le società più adatte effettuavano acquisti immobiliari, ma senza concludere il pagamento e provvedevano subito dopo alla rivendita del bene ad altre società di comodo. Gli immobili venivano acquistati e venduti anche più di una volta. Così è successo per un cinema a Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, acquistato nel 2004 per 760 mila euro, mai pagato e rivenduto nel 2006 per 1.260.000 euro e rivenduto nel 2007 per un milione. Stessa sorte anche per un albergo a Cerro Veronese e un complesso turistico «Paradiso Selvaggio» di 22 appartamenti a Vieste, in provincia di Foggia.
RICOSTRUIRE tutte le proprietà non è stato facile. Riconducibili a Barosi e alla sue società la Finanza ha individuato 245 unità immobiliari sparse su tutto il territorio nazionale (nel Bresciano a Bovezzo, Brescia, Carpenedolo, Concesio, Desenzano, Lonato, Manerba, Padenghe e Peschiera). La Finanza ha messo i sigilli alla sede di Desenzano per evitare continuazione dell’attività. Gli investigatori hanno sequestrato buona parte dell’impero: sigilli a 51 immobili per un valore di circa due milioni e mezzo di euro.

Brescia Oggi
 


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