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Il pragmatismo politico della sinistra e l’assalto alla tutela dell’ambiente

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Riceviamo e pubblichiamo

 

Volevo un gatto nero, nero, nero
mi hai dato un gatto bianco
e io non ci sto più

          Riassumo brevemente i fatti. Lo stalliere di Montecitorio apre il recinto al cavalluccio vincente in fuga da se stesso verso l’aria condizionata del Pizzomunno Palace Hotel. Sel “esprime il più alto gradimento per la candidatura a sindaco della dottoressa Annamaria Giuffreda”. Il prof. Di Carlo è il volto verde e presentabile della coalizione di sinistra.
            Le mie considerazioni sulle misteriose speculazioni edilizie Vingt mille lieues sous les mers della dottoressa Giuffreda attivano la Struttura Delta. L’indignata prof.ssa Rauzino legittima il silenzio che accerchia le invisibili Violence at Sea: “Real politik che la sinistra deve attuare”. Sir Quaglia, “colpevole di non riuscire a leggere completamente” il mio documento “La favola della sinistra che tutela l’ambiente e salvaguardia i livelli occupazionali”, si lancia in un incredibile commento. La puntuale Pustel’ del fango targata FB (face book) guidata da Lord D’Altilia è lanciata a tutta velocità contro Poor Lazzaro: “lasciandoti strumentalizzare da chi ha sempre voluto” (prof. Rauzino), “giustiziere” (Sir Quaglia), “e ora chi sei cosa sei diventato” (Filomena Di Mauro), “Per me stai dall’altra parte. Non può che essere così, in quanto ciò che scrivi mira ad affondare le possibilità di risultato della sinistra viestana alle prossime elezioni” (Lord D’Altilia).
Tutte le attenzioni sono concentrate sul ruolo del prof. Di Carlo, comodo specchio per le allodole, suo malgrado. Nessuno entra nel merito del documento “La favola della sinistra che tutela l’ambiente e salvaguardia i livelli occupazionali”. Nessuno dei commentatori intuisce la straordinaria portata urbanistica, ambientale, turistica dei documenti citati, utilissimi per tracciare la rotta dell’imbarcazione Vieste alla deriva al largo dell’isola di Sant’Eufemia. Ignoranti della complessa realtà che si nasconde nelle mie parole, i manipolatori della Struttura Delta esprimono un giudizio senza leggere il documento per intero, senza conoscere gli atti citati e la storia politica di Vieste dell’ultimo decennio. L’illusione ottica del cambiamento risveglia le cellule dormienti della controinformazione. L’odiato Rich Silvio è in ognuno di loro. La libertà d’espressione tutelata dalla Costituzione è invocata soltanto per legittimare gli attacchi contro le paranze mediatiche del Pdl. La mia responsabilità civica è scambiata dall’avvocato D’Altilia con l’attività di un killer: “ sparare come un cecchino”. Tutti non vedono l’ora di riconoscermi la paternità di una barricata politica. Per poi scatenare il fuoco del dubbio, della delegittimazione, secondo un copione tristemente famoso. 

Se la stupidaggine della prof.ssa Rauzino fosse vera, il mandante del documento “Il disimpegno della politica” sarebbe il Sottosegretario di Stato On. Mantovano.
Chi dovrebbe strumentalizzarmi?
Il potere economico e politico di questa città intimorito (si fa per dire) dalla dottoressa Giuffreda? La commedia diventa tragica.
Chi è così pazzo da tentare di strumentalizzarmi?
Chi è così pazzo da tentare di strumentalizzarmi su argomenti come la speculazione edilizia, il consumo di territorio, l’urbanistica in deroga e la riqualificazione delle strutture ricettive ?
A Vieste?
Com’è possibile pensare a una stronzata del genere?
E’ grave. La Struttura Delta conosce benissimo il mio punto di vista che non nasce nei palazzi del potere ma sulla spiaggia di San Lorenzo, in compagnia dei gabbiani.
Secondo voi, posso escludere dalla lista dei mandanti delle parole di Poor Lazzaro coloro che approvarono il P.R.G. in violazione degli artt. 290 R.D. n. 148/1915, 279 R.D. n. 383/1934 (incompatibilità) per aver partecipato alla seduta consiliare nella quale era stato adottato il P.R.G. e che mise in evidenza l’esistenza di “un interesse diretto, personale e concreto di taluni amministratori” (Sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Quarta, n. 6586 del 12 dicembre 2000)?     
Permettetemi di escluderli con tutte le loro particelle, su molte delle quali insistono gli usi civici, riqualificate con il cemento della legge 20 gennaio 1998, n. 3. Voi individuate nell’On. Spina Diana con le sue particelle del foglio 5 (vicinissime al fosso La Teglia), riqualificate con la legge 20 gennaio 1998, n. 3 (oggi disciplinate dal PUTT Ambiti territoriale esteso: Territori Costruiti; Ambiti territoriali distinti: legge 1497/39, legge 431/85, rispetto fluviale, usi civici; Zonizzazione TC TE), sott’acqua per via della recente alluvione, il mandante del mio ignobile “missile nucleare” contro la dottoressa Giuffreda ?
Voi individuate nei signori Turi Mario, Rosiello Giovanni, Zaffarano Raffaele i miei sponsor politici?
Consiglio ai manipolatori della Struttura Delta di farsi visitare da un neurologo, a condizione che sia davvero bravo.
Mica è un merito rimanere in silenzio. Nella più silenziosa competizione elettorale degli ultimi trent’anni, Poor Lazzaro ha consigliato all’Amministrazione Comunale di Vieste una possibile risposta amministrativa (e non potrebbe essere diversamente) al fenomeno criminale (“Il disimpegno della politica”). Quando si decide l’avvocato D’Altilia a rompere il patto di non belligeranza politica e a pronunciare due parole in qualità di candidato della lista Giuffreda per il futuro della città?  
Cosa aspetta l’uomo di legge candidato D’Altilia a suggerirci una strategia per affrontare il fenomeno criminale a Vieste? 
Perché l’opposizione di sinistra non mette in evidenza i punti deboli dell’On. Spina Diana e del sindaco Nobile?
Perché questo silenzio?
La responsabilità della politica va oltre il senso civico degli elettori. Il contributo del candidato D’Altilia deve essere maggiore del mio.
          Dopo questo breve rumor di sciabole, utile per scaldare gli addormentati neuroni, veniamo ai fatti ponendo agli elettori di Vieste della Struttura Delta che si considerano di sinistra (solo alla vigilia delle elezioni) una serie di domande. Rispondete con calma.
Avete archiviato la familiare influenza della famiglia nell’elezione della dottoressa Giuffreda a rappresentare la sinistra? Mica è colpa della dottoressa Giuffreda se il marito e il fratello hanno la passione della politica. O no?
Avete archiviato per un istante il doppio binario che vede da una parte i consiglieri dirigenti Pd (oggi Pd Sel) con il loro disimpegno politico in consiglio comunale, e dall’altra la dottoressa Giuffreda da loro eletta, in compagnia del prof. Di Carlo “basta al consumo di territorio”?
Avete archiviato i voti favorevoli dei consiglieri Ragni, Di Candia e Giuffreda all’approvazione del Piano Urbanistico Esecutivo (P.U.E.) C1 Scialara del 17 dicembre 2008?
(http://www.socialistivieste.it/dblog/storico.asp?s=ADMIN&m=&pagina=4&ordinamento=asc).
Avete archiviato l’uscita dalla scena politica dei consiglieri di sinistra che votarono le delibere C 1998 2 del 21/01/1998, C 1998 42 del 03/04/1998, 1998 46 del 22.4.1998, 1999 10 del 07/01/1999 della riqualificazione dei bunga bungalows (così chiamati dall’architetto Fusco)?
Archiviate pure.
Si pone un problema di credibilità e d’immagine politica che trascende le singole persone e coinvolge l’identità storica e l’appartenenza politica alla sinistra. I fatti mettono in evidenza un arretramento culturale della sinistra a Vieste. Le responsabilità dei dirigenti storici sono numerose.
La responsabilità civica appartiene alla storia della sinistra. Essere di sinistra significa esprimere le proprie opinioni liberamente (non le calunnie), condivisibili o meno. Sono l’unico a Vieste che ha il coraggio di manifestare le proprie opinioni, senza nessun interesse economico, e voi che vi considerate di sinistra mi accusate di strumentalizzazione politica! Rappresento io la sinistra. Voi rappresentate l’omertà. Voi siete la causa della vittoria del Pdl. Con il silenzio delle vostre menti sulla realtà politica di Vieste, con l’arroganza dell’ignoranza, con il mancato senso civico, legittimate il nulla dei dirigenti Pd di Vieste e il loro potere. Chiusi nelle vostre case, siete la vergogna di questo paese in rovina anche per colpa del vostro disinteresse civico e politico.
Perché è importante individuare le speculazioni edilizie a cui fa riferimento la dottoressa Giuffreda?
L’individuazione delle criticità dell’ambiente urbanizzato permette la specificazione dell’ordinato assetto generale del territorio che non può prescindere dalle parole del prof. Di Carlo: “Bisogna dire basta al consumo di territorio”.
Alla luce dei sinistri fatti viestani appena elencati, l’urgenza dello stop al consumo del territorio del prof. Di Carlo, se condiviso dai dirigenti Pd Sel, diventa una barzelletta.
Tra l’altro, come vi sentireste se un dirigente Pd che ha una casa di 200 mq (in realtà le case di sua proprietà sono diverse e i metri quadri molti di più) vi dicesse: ”Basta al consumo del territorio” (non faccio riferimento alla casa del prof. Di Carlo che è di dimensioni modeste)?
Come si sposano gli esuberanti metri quadri del dirigente Pd con un P.R.G. a zero consumo di territorio?
E’ sufficiente non essere presente nella lista?
Andate oltre e superate anche questo deficit di credibilità?
Che idea di assetto generale del territorio ha il dirigente Aldo Ragni? E’ convinto della necessità di sposare l’idea di un P.R.G. a zero consumo di territorio?
La dottoressa Giuffreda può non rispettare la volontà dei dirigenti della coalizione di sinistra, Pd-Sel. Può anche non essere coerente con la volontà degli elettori di Vieste della Struttura Delta  e potrebbe addirittura infischiarsene del programma elettorale. Non si è Sindaco o consigliere comunale di un gruppo parziale. Tutto ciò discende dall’art. 67 della Costituzione: il Popolo delega i Rappresentanti, i migliori, per coraggio, idee e competenze, il potere di prendere la migliore decisione possibile dato il contesto. Le linee programmatiche, tuttavia, servono a tracciare la rotta nel mare burrascoso. Rappresentano la bussola tra il programma vincolante di antica memoria e la delega in bianco. Rappresentano il peso della politica, il confine tra l’ipocrisia e il buon governo. Rappresentano la dignità delle persone.
          Le mie parole sono pesanti come le stele daune. Per educazione e abitudine sono abituato a dire le cose in faccia (in verità scrivo) senza nascondermi, pagando un alto prezzo in termini di relazioni umane e di occasioni lavorative. Non credo di “affossare” la sinistra con le mie parole. Neanche fossi Gandhi. E’ esagerato e sa di scusa da usare in caso di sconfitta. Saranno gli elettori a decidere il futuro di questa città.
Arrivederci al prossimo mese con un frizzante documento che s’intitola: “L’insostenibile verità del potere: dall’On. Spina Diana al sindaco Nobile”. Anzi, no. L’appuntamento è per domenica prossima quando vi racconterò “La fiaba dello stop al consumo di territorio” scritto questa notte.
Cordialmente,
Lazzaro Santoro 

Volevo un gatto nero, nero, nero
siccome son bugiardo con te non gioco più. 


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