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Perché litigare? C’è la mediazione (2)

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Gli ordini forensi bocciano senza appello il meccanismo della mediaconciliazione. «Ma così il diritto finisce , nelle mani di incompetenti».

 

Una norma incostituzionale. Così il presidente dell’Ordine degli avvocati della provincia di Bari, Manuel Virgintino: «La stragrande maggioranza degli Ordini e delle associazioni forensi – sottolinea — stanno dando prova di una grande unità in questa battaglia in difesa dei diritti dei cittadini. Quando nel corso delle controversie saremo davanti ai giudici proporremo l’incostituzionalità delle legge». Intanto continua fino a domani lo sciopero degli avvocati «per dire sì alla mediazione in sede civile, ma no a questa legge che non garantisce nè l’assistito né la giurisdizione». Una delle obiezioni sostanziali la sintetizza l’avvocato Mario Antonio Ciarambino, presidente dell’Ordine forense di Foggia: «Il proponente non dev’essere necessariamente assistito da un avvocato, e invece la difesa tecnica è fondamentale perché la materia è vasta e complessa. Perché il conciliatore, chi cioè deve decidere, non sempre ha la competenza necessaria per affrontare questioni che sino ad oggi si rivolvevano davanti ad un giudice, ad un esperto».
Il coro del dissenso è unanime e  trasversale. «La mediazione è una legge dello Stato e dunque la rispetteremo – sostiene Angelo Esposito, presidente dell’Ordine forense di Taranto – questo non vuol dire che la condividiamo. Noi siamo pronti, abbiamo formato un centinaio di mediatori. Prevedo almeno 10 mila richieste di conciliazione all’anno. Detto questo, devo aggiungere che noi la mediaconciliazione la stiamo subendo, che non può essere considerata la panacea di una buona parte dei mali che affliggono la giustizia civile, presentare questa riforma così è a dir poco fuorviante». 


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