The news is by your side.

Vieste/ D’Altilia (Sel): “abbiamo veri e propri casi di SCHIAVISMO”

13

Tutta la stima di questo mondo meritano coloro che lasciano la propria terra in cerca di lavoro. Mi inchino innanzi al rumeno o albanese che lontano dalla propria casa e dalla propria famiglia si spacca la schiena per lavorare. Oggigiorno a Vieste spesso sento dire che gli stranieri ci rubano il lavoro. Sento un forte rancore nei loro confronti. Questo sentimento negativo nasce dal fatto che loro lavorano, mentre i viestani stanno a casa senza alcuna occupazione. Purtroppo ciò è vero.
La colpa di questa situazione, però, non è della manodopera straniera ma è dell’imprenditoria locale, o meglio di parte di essa. Questa parte malata dell’imprenditoria locale preferisce lo straniero (il più delle volte rumeno), perché si può sfruttare per un’infinità di ore e si può pagare ai limiti dello zero. Ebbene si, abbiamo veri e propri casi di SCHIAVISMO. Ad un rumeno si fa fare in una giornata il lavoro che un tempo facevano tre viestani. Per cui, senza alcuna fantasia, possiamo immaginare che per ogni rumeno che lavori a Vieste vi sono ben tre viestani disoccupati. Non oso immaginare quanti stranieri vivono e lavorano a Vieste, poiché quel numero moltiplicato per tre mi darebbe contezza di quanta disoccupazione è causata da quella parte marcia di imprenditoria viestana dedita allo schiavismo. Mi auguro, invece, che i viestani disoccupati solidarizzino con il lavoratore straniero sfruttato, atteso che ambo le parti sono due facce dello stesso male ed hanno un nemico in comune. Quindi, vi è bisogno di una doppia tutela: verso i disoccupati e verso gli sfruttati. Tutti devono trovare nelle istituzioni un autorevole intervento risolutore. In questo preciso momento storico vi è bisogno della partecipazione di più Enti e forze di Polizia nella lotta al contrasto del lavoro nero e malpagato. Vi è bisogno di un Comune che si attivi nei controlli e li solleciti anche agli altri enti. Occorre impegno anche da parte dei cittadini, di tutti i cittadini, perché devono denunciare ogni episodio di sfruttamento che si presenti loro. Chi non vuole esporsi può denunciare sotto forma anonima ma ben circostanziata. L’imprenditore deve scegliere tra il viestano ed il rumeno sulla base della professionalità e non sulla base del possibile sfruttamento fino all’osso. L’atteggiamento di questi imprenditori malati sta affondando l’economia viestana, nonostante l’alto potenziale di quest’ultima. Se non si inverte la rotta, qui saremo destinati ad emigrare in massa, lasciando il paese a tali manager dell’illecito e del nero, che lo abiteranno assieme ai loro schiavi.
Io questo paese non lo voglio lasciare a chi non lo merita.

Nicola D’Altilia (S.E.L.  per Annamaria Giuffreda Candidato Sindaco)


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright