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Vico/ Rimpasto in giunta per risolvere la crisi: entrano Caruso e Sciscio

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Dopo il rientro delle dimissioni da parte del sindaco Damiani, i due nuovi assessori prenderanno il posto di Basile e Budrago.

 

Chiuso il cerchio. Il sindaco di Vico del Gargano avrebbe trovato la chiave per riprendere il cammino amministrativo e portare a termine il mandato elettorale che si concluderà nella primavera 2012 Le anticipazioni verrebbero confermate con il decreto di nomina di due assessori che il sindaco potrebbe già firmare nei prossimi giorni, certamente entro fine settimana. La nuova giunta vedrebbe l’ingresso di Rocco Caruso e Nicolino Sciscio, rispettivamente al posto di Antonio
Basile e Roberto Budrago.Un passo indietro per ricordare che Damiani presentò le dimissioni il 18 febbraio spiegando che- “in questo momento c’è un deficit di chiarezza all’interno della maggioranza che mi impedisce di portare avanti il mandato elettorale” Le rassicurazioni da parte della maggioranza arrivarono, come suoi dirsi, a stretto giro di posta; infatti, a distanza di meno di ventiquattro ore in un loro documento i consiglieri ribadirono la “fiducia ai sindaco Damiani e all’operato sinora svolto, manifestando piena solidarietà e stima personale”. Ancora, che “al fine di risolvere insieme le problematiche, che hanno determinato tale decisione, dichiarano di essere disponibili a condividere e concordare il programma di fine mandato, che possa far rivedere al sindaco Damiani, nell’interesse della collettività rappresentata, le proprie decisioni”. Sembrava tutto chiarito, se non ci fosse stato l’intervento dei presidente del Consiglio comunale, Costanzo Di Jorio, che sollevava problemi di chiarezza facendosi portavoce, a suo dire, di un malcontento che serpeggiava tra alcuni componenti della maggioranza i quali lamentavano il “loro disagio per la mancata trasparenza sul redigendo Piano urbanistico generale; per dover approvare in consiglio comunale atti e provvedimenti della giunta sui quali è mancata la preventiva informazione; per la direzione dell’ufficio tecnico, su cui si sono espresse ampie riserve sulla gestione; per la gestione del bilancio dell’ente dove si evidenziava fossero estremamente gravose le spese di contenziosi relativi a scelte non sempre condivisibili ed oculate; per il forte condizionamento che alcuni assessori esercitano sull’intera azione amministrativa”.
Di Jorio concludeva ritenendo essenziale “giungere ad un chiarimento vero con azioni concrete e cioè: azzeramento della giunta e ricomposizione della stessa; raggiungimento nella maggioranza di una generale condivisione delle modalità e dei mezzi per dare trasparenza al percorso e alle scelte del Piano regolatore generale”. Se venissero confermati le due rotazioni in giunta, Di Jorio si vedrebbe tagliato fuori, a meno che non trovino conferma le voci di una delega.

Francesco Mastropaolo


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