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Vieste/ Invasero e danneggiarono il palazzo comunale 5 arresti e 3 provvedimenti cautelari (2)

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Il 14 febbraio del 2011 un gruppo di facinorosi, fomentando una folla di curiosi disinformati dell’illegalità della protesta, invasero il Comune di Vieste seminando terrore tra gli impiegati, forzando i cordoni delle forze dell’ordine,  danneggiando suppellettili, porte, imbrattando le mura con calci e pugni, tra un fuggi fuggi generale di tutti i dipendenti.

 Tale azione violenta culminava con il vilipendio alla bandiera italiana che veniva asportata dal pennone del palazzo di città e con disprezzo gettata tra la folla in tumulto. Nell’occasione i manifestanti, che avevano iniziato la protesta bloccando il mercato quindicinale, dopo un’ apparente dispersione si radunavano nuovamente presso il palazzo comunale ed invadevano lo stesso, avventandosi con violenza sulle persone e sulle cose. L’intervento delle forze dell’ordine riusciva solo in parte ad evitare conseguenze peggiori agli eventi che hanno portato agli odierni arresti. Nella mattinata, infatti, non venne ritenuto necessario, pur avendone le possibilità, intervenire con la forza poiché questo tipo di azione avrebbe acuito la situazione che già aveva raggiunto livelli di tensione notevoli. Solo dopo la consumazione dei reati, e quindi sedata la protesta e liberati i locali comunali, rimasti invasi dalle 09.00 del mattino alle 15.00 del pomeriggio, si procedeva alla identificazione dei principali responsabili ed organizzatori della manifestazione totalmente illegale, video e foto appositamente organizzati dalla Tenenza Carabinieri di Vieste proprio allo scopo di assicurare alla giustizia i mandanti di quella incivile e barbara azione nei confronti dello Stato e delle rappresentanze locali. Dall’analisi del materiale raccolto, dalle testimonianze delle persone coinvolte, dagli accertamenti degli stessi militari che riconoscevano molti dei soggetti in virtù della loro pregressa carriera criminale per reati di ogni genere e tipo, si giungeva alla denuncia in stato di libertà di ben 29 persone, tutte responsabili a vario titolo dei reati di danneggiamento, resistenza, interruzione di pubblico servizio, vilipendio alla bandiera, minacce ed altro, deferimenti dei quali 8 si convertivano in misure cautelari vista la caratteristica di organizzatori e promotori riconosciuta ai soggetti, in particolare: SOLITRO Massimiliano c.l. 70; DELLA MALVA Diego c.l. 72; PASCALI Antonio c.l. 67; TROIA Nunzio c.l. 91; MONTECALVO Lorenzo c.l. 80; TROTTA Leonardo c.l. 76; SOLITRO Pasquale Alessio c.l. 76; LANGI Vincenzo c.l. 78  L’attività di monitoraggio sugli stessi soggetti già aveva dato i primi effetti nei giorni precedenti allorquando venivano identificati mentre distribuivano volantini pubblicizzanti uno sciopero generale indetto dalla cittadinanza viestana, affiggevano lenzuola incitanti le dimissioni della amministrazione comunale, effettuavano una raccolta di firme che in alcuni casi scaturiva in minacce nei confronti di chi si rifiutava di apporre il consenso scritto. Successivamente agli episodi fin ora descritti e nei giorni seguenti il 14 febbraio gli stessi arrestati, supportati da molti dei denunciati in stato di libertà, effettuavano un sit- in permanente sul marciapiede antistante l’ingresso comunale, incatenandosi alle inferriate ed accendendo più di una volta fuochi che prontamente venivano fatti estinguere con l’intervento delle forze dell’ordine. La protesta illegale continuava senza sosta fino al giorno 03 marzo u.s. quando un cittadino viestano, M.M. cl. 56, spinto dalla situazione familiare ed economica poco agevole veniva incitato dagli stessi facinorosi a salire sul balcone del palazzo comunale con a seguito una lattina di benzina ed un accendino, cospargersi del liquido e minacciare il gesto insano. Anche in quella circostanza solo l’intervento dei militari della locale Tenenza CC riusciva a far desistere il soggetto, immobilizzarlo, ed evitare conseguenze peggiori, mentre nel contempo altro personale provvedeva ad immortalare i momenti con foto e video, ed ad assumere informazioni dalle persone ivi presenti e che avevano assistito alla scena raccapricciante di incitazione da parte degli arrestati e denunciati. Tutta l’attività veniva ricomposta dalla locale Tenenza Carabinieri Vieste in un unico deferimento in stato di libertà che trovava pieno accoglimento da parte del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Foggia dott.ssa Rosa PENSA e dal G.I.P. del Tribunale della Capitanata che spiccava i provvedimenti restrittivi ed alternativi nei confronti degli 8 soggetti eseguiti nella notte appena trascorsa.  L’operazione si è vista necessaria ad assicurare soggetti dediti alla delinquenza che, negli episodi succitati, si sono resi protagonisti di una cruenta, incivile e violenta azione di sfida nei confronti dello Stato, dell’Amministrazione pubblica e del vivere civile.              

 


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