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Aggredì giornalista de l’Attacco: indagato il manager Sanitaservice, Di Biase

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La Digos ha denunciato alla Procura per tentata violenza privata e lesioni personali Antonio Di Biase, 62 anni, di Trinitapoli, amministratore unico della «Sanitaservice», perchè avrebbe colpito con un pugno in faccia lo scorso 29 marzo Michele Iula, giornalista del quotidiano foggiano «l’Attacco»: Di Biase nega la circostanza. I poliziotti nel rapporto in Procura hanno allegato la querela sporta dal giornalista rappresentato dall’avv. Franco Metta; le dichiarazioni rese dal cronista sull’aggressione subita; quelle di un altro paio di colleghi presenti al momento dell’aggressione sentiti come testimoni; il referto medico stilato dal pronto soccorso. Di Biase era in compagnia di tre persone che la Digos sta cercando d’identificare per interrogarle su quanto avvenuto nel primo pomeriggio del 29 presso la sede de «l’Attacco».

Le versioni di vittima e indagato non collimano. All’origine della vicenda c’è un articolo pubblicato il 29 marzo all’indomani dell’operazione di Procura e carabinieri del Nas che aveva portato all’arresto di due imprenditori e due impiegati dell’Asl per storie di appalti (inchiesta alla quale Di Biase è estraneo, ndr). Di Biase avrebbe contestato l’accostamento della «Sanitaservice» (società creata dalla Regione per internalizzare e stabilizzare dipendenti di coop) al nome di uno degli indagati. Secondo la ricostruzione della Digos, basata sul racconto della vittima e di due colleghi, Di Biase dopo aver prennunciato a Iula il suo arrivo in redazione in una telefonata, una volta giunto sul posto avrebbe sferrato un pugno in faccia al cronista che si è fatto medicare in ospedale.

 «La mattina del 29 marzo Di Biase mi chiamò sul telefonino» racconta alla «Gazzetta» Iula «e mi disse che questa volta avevo superato ogni limite e che sarebbe venuto in redazione a farmi fuori. Poco dopo i colleghi mi informarono che c’era una persona vicino al portone della redazione: mi affacciai, Di Biase era solo ma vidi alcune ombre e capii che c’erano altre persone con lui. Mi dissi: “se scendo questi mi massacrano”. Di Biase subito dopo salì le scale imprecando e mi diede un pugno in faccia, irrompendo in redazione con altre tre persone: i miei colleghi si frapposero. Di Biase nega d’avermi picchiato? C’è un audio, perchè registrai tutto, che ho consegnato alla Digos e che ha fatto il giro di tutta Italia sull’aggressione che ho subito».

La versione di Di Biase è quella resa in un comunicato diffuso all’indomani della notizia dell’aggressione da parte del cronista, che ha ricevuto la solidarietà di colleghi, società civili, amministratori pubblici e partiti. «Michele Iula si è inventata un’aggressione, ha addirittura affermato d’aver ricevuto un pugno» scrive Di Biase che sostiene che la mattina del 29 marzo s’incontrò casualmente con il giornalista presso la sede dell’Asl foggiana. «Mi sono intrattenuto con lui sulle questioni sollevate dalla recente sentenza della Corte Costituzionale» dice l’amministratore unico di «Societaservice» «che ha dichiarato parzialmente illegittime alcune norme regionali riguardanti la cosiddetta internalizzazione».

A dire di Di Biase, sarebbe stato Iula – che doveva parlare con il direttore generale dell’Asl – a interrompere il colloquio, invitando l’amministratore di “Sanitàservice» a proseguire il colloquio nel primo pomeriggio. «Alle 15 visti gli accordi presi ho telefonato a Iula» la versione dell’attuale indagato «che mi ha invitato a recarmi in redazione dove sono arrivato dopo venti minuti. Gli ho chiesto perchè avesse associato il nome di “Sanitaservice” ad uno degli arrestati del giorno prima definito sponsor della società, il che non è vero. Lui mi ha detto che scriveva quello che voleva e riteneva giusto, ne è scaturito un diverbio verbale, nessun pugno. Non c’è stata nessuna aggressione, come ben possono testimoniare le persone presenti».


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