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Fisco, in Puglia meno controlli ma mirati

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Nel 2010 recuperati 427 milioni: più 20%. Più riscossioni per versamenti diretti e cartelle esattoriali. Un anno fa entrarono nelle casse dello Stato 355 milioni.

 

Meno controlli, ma più mirati. È la strategia adoperata dall’Agenzia delle entrate nel contrasto all’evasione fiscale, che nel 2010 dalla Puglia ha portato nelle casse dello stato 427 milioni di euro.Il dato è in aumento del 20,25%: nel 2009, infatti, erano stati recuperati 355 milioni. Le entrate derivanti da cartelle esattoriali, strumento della riscossione coattiva, crescono, del 14%, mentre i versamenti diretti eseguiti dai contribuenti, a fronte della semplice riliquidazione delle imposte effettuata dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono aumentati del 26%. Il Fisco affina la strategia anti-evasione e i contribuenti pugliesi preferiscono evitare il contenzioso, come dimostra il risultato degli accertamenti definiti attraverso le numerose soluzioni deflattive previste dalla legge: sono stati 12.450 e hanno prodotto una maggiore imposta pari a circa 60 milioni di euro. Un terzo di questa imposta (26,8 milioni di euro) è stata recuperata a carico di piccole imprese e professionisti, seguiti da persone fisiche (18,5), grandi contribuenti (9,4) e imprese di medie dimensioni (4,9). In generale, è possibile osservare che il numero di accertamenti effettuati nel 2010 è diminuito dell’8,4% rispetto al 2009, mentre è cresciuta in modo più che proporzionale la maggior imposta accertata. Il dato si spiega, appunto, con la crescente selettività dei controlli e con il ricorso a tecniche incisive di ricostruzione sintetica del reddito. In ogni regione, infatti, i controlli sono tarati in base alle caratteristiche del tessuto economico. la Puglia si caratterizza per la galassia di piccole partite Iva di natura commerciale.
 


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