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Centri turistici di Vieste e Otranto bloccati. Per la Regione credito di 8 mln

Oltre 27 anni di sprechi, tagli e azioni giudiziarie e i 2 centri pilota, che dovevano rappresentare il fiore all’occhiello del turismo pugliese, non sono stati ancora consegnati. Così la Regione Puglia ha deciso di procedere all’avvio di una nuova azione giudiziaria nei confronti dell’A.T.I.,  Concessionaria rappresentata dall’Impresa Italscavi SpA, società responsabile dei lavori per la costruzione dei Centri pilota di Vieste, loc. Baia di campi e di Otranto, località laghi Alimini. Lo si apprende dalla delibera della giunta regionale del 22 marzo 2011, n. 487 formata dall’Assessore alle Opere Pubbliche e Protezione Civile, avv. Fabiano Amati, di concerto con l’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo Prof.ssa Silvia Godelli e con l’Assessore al Bilancio e Programmazione Avv. Michele Pelillo, sulla base dell’istruttoria espletata dall’Ufficio Regionale Espropri.

Il Progetto per lo sviluppo integrato del turismo in Puglia che aveva la necessità di dotare la Regione di adeguati supporti per lo sviluppo turistico spinse, già dal 1984, all’approvazione da parte del Consiglio Regionale, di un piano regionale di sviluppo e l’erogazione della complessiva spesa di £. 23.800.000.000, riguardanti, tra l’altro, alla realizzazione di due centri direzionali da localizzare nei poli di sviluppo turistico delle Province di Foggia e Lecce.

Nel 1985, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica assegnò alla Regione Puglia la somma di £. 38,186 miliardi per la realizzazione del progetto di sviluppo integrato del turismo in Puglia (Gargano e Salento), con la costruzione di due centri pilota. Quello per il turismo da realizzare in provincia di Foggia venne localizzato in Vieste, località Baia dei Campi, nel comprensorio di proprietà della Società Pugnochiuso/SEMI, in aree già tipizzate dal programma di fabbricazione per insediamenti turistici. L’altro nella provincia di Lecce venne localizzato a Otranto, località Laghi Alimini.

In seguito la Giunta regionale aggiudicò provvisoriamente la concessione relativa alla costruzione ed avviamento dei due centri pilota alla Società Italcavi di Campobasso e venne rilasciato alla Società concessionaria il nulla-osta paesaggistico limitatamente al centro pilota di Vieste, tenuto conto che la località Baia dei Campi era soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico, con la raccomandazione di migliorare, in sede esecutiva, il rapporto costruzione / ambiente, al fine di consentire un più valido inserimento dell’opera nel contesto dei luoghi. Tale progetto, venne approvato con decreto dell’assessore ai LL.PP. n. 2027/1988 nell’ammontare rettificato di £. 85.407.650.000, di cui £. 59.738.689.000 per lavori, oneri di concessione ed accantonamenti e £. 25.668.961.000 per somme a disposizione dell’Amministrazione.

Con la deliberazione n. 10985/1988 si diede atto dell’intervenuta associazione da parte della Società Italscavi S.p.A. con le seguenti imprese locali per l’esecuzione del 20% delle opere: Impresa Trisciuglio Vincenzo di Foggia; Impresa I.CA.MAR. Srl di Foggia; Impresa Giannotta Leonardo di Cannole (Le); Impresa D’Antona Simeone di Oria (Br); Impresa Diemme Costruzioni di Otranto (Le).

Laghi Alimini a Otranto. (Copyright: otrantoinfo.it)
I lavori del Centro Pilota di Otranto ebbero materialmente inizio in data 3.10.1989, ma con decreto in data 13.10.1989 il Pretore circondariale di Lecce dispose il sequestro del cantiere, nella presunzione che l’area di sito del centro (formalmente individuata come macchia mediterranea) fosse da ritenersi di natura boschiva. La Giunta Regionale determinò di attivare le procedure necessarie per realizzare il Centro su suolo limitrofo a quello originariamente prescelto, sulla scorta della relazione predisposta congiuntamente dai Coordinatori dei Settori regionali Programmazione, Lavori pubblici ed Urbanistica a seguito di apposito sopralluogo. Successivamente la Giunta regionale revocò la citata deliberazione, determinando di soprassedere in merito alla scelta della nuova localizzazione del suolo.

In definitiva per detto centro i lavori non hanno più potuto avere corso per l’intervento dell’autorità giudiziaria ed, in merito, non sono mai state assunte definitive determinazioni circa l’esecuzione di tale opera, pur nella considerazione che nelle perizie di variante approvate dall’Amministrazione Regionale è stata mantenuta la relativa previsione di spesa.

Nel contempo, l’ATI concessionaria fece presente di non poter eseguire i lavori riguardanti l’impianto di depurazione dei liquami, nonché quelli di collegamento del Centro alla rete idrica dell’EAAP ed alla rete elettrica dell’ENEL (lavori ritenuti dalla Regione assolutamente prioritari per assicurare la funzionalità del Centro), in mancanza del completo possesso dell’area di sedime. D’altra parte, la Regione aveva la necessità di reperire ulteriori risorse finanziarie per completare il solo Centro di Vieste; di conseguenza, si rese necessaria la sospensione dei lavori.

Nel frattempo, il Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica con nota n. 7/6952 in data 15.7.1994 comunicò che, con deliberazione CIPE del 16.3.1994 era stato revocato il finanziamento FIO 94 riguardante lo sviluppo integrato del Turismo in Puglia (Gargano e Salento), limitatamente a £.19 miliardi.

Nel 1994 una delibera regionale approvò l’esecuzione di opere aggiuntive e migliorative al Centro Pilota di Vieste e l’aggiornamento dei costi per il Centro Pilota di Otranto e il nuovo quadro economico per entrambi i centri, nell’importo complessivo di £. 95.000.000.000 di cui £.45.513.889.959 per il Centro di Vieste.

La vicenda era tutt’altro che terminata in quanto l’Assessorato ai Lavori Pubblici, nel comunicare l’impossibilità di approvare il nuovo progetto, diffidò, tra l’altro, la mandataria dell’ATI concessionaria, Soc. Italscavi S.p.A., a presentare le certificazioni ancora mancanti, a definire le procedure espropriative ed a provvedere al ripristino delle opere eseguite in difformità degli atti approvati entro il termine di 30 gg., decorso inutilmente il quale, avrebbe provveduto nei termini di legge per il ristoro dei danni procurati. Iniziò così un lungo braccio di ferro giudiziario con la società e in data 13.05.2010 l’Ing. Nicola Ladisa evidenziò che, dall’esame della documentazione e dai sopralluoghi effettuati, il credito della Regione Puglia nei confronti della Concessionaria era pari a € 8.003.261,38, importo che, a suo giudizio, costituiva un valore minimo da aggiornare, tenendo conto dei costi che si andrebbero a sostenere all’atto dell’esecuzione dei lavori necessari a rendere usufruibile l’intero complesso.

Da qui l’avvio di una nuova azione nei confronti dell’ATI Concessionaria rappresentata dall’Impresa Italscavi SpA per la richiesta di risarcimento dei danni subiti dalla Regione. Nel frattempo però le due strutture sono tutt’ora in stato di abbandono e di degrado.

Angelo Del Vecchio

statoquotidiano.it