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Regione/ Bufera nella sanità: scatta il “tutti contro tutti

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Bagarre in Consiglio regionale mentre si apre la delicata vertenza Don Uva.

 

E’ un accerchiamento totale quello partito nelle ultime ore sul duo Vendola-Fiore. Non solo i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che tornano a puntare il dito contro la mancata concertazione sul piano di riordino ospedaliero, con tagli che metterebbero a rischio i livelli minimi  di assistenza e la tragedia occupazionale che ne deriverebbe (visto anche il blocco del turn-over):   meno 4mila posti nella sanità pugliese (3mila nel pubblico, mille nel privato) le cifre snocciolate. Non solo ci si mette anche il Tar, che ha accolto i ricorsi di alcuni primi cittadini salentini contro la chiusura dei nosocomi. Ieri in consiglio regionale è scoppiata la bagarre, con una delegazione di sindaci che –saltato l’ennesimo incontro con il governatore- si sveste della fascia tricolore (denunciando la "morte della democrazia") mentre continuano i rimpalli di responsabilità con il Pd che punta il dito contro i manager Asl che avrebbero dovuto "studiare e proporre soluzioni che scongiurassero le ripercussioni del riordino sui cittadini…senza limitarsi ad essere meri esecutori  di ordini". E la SEL che mette in guardia l’assessore Pelillo dall’aumentare le tasse, cercando altre fonti per ripianare il debito sanitario. Il tutto ad mese dalla tornata amministrative di maggio, la cui imminenza gioca un ruolo non indifferente nelle prese di posizione (e di distanze) dei partiti. Di concreto c’è solo l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno con il quale si impegna la giunta a riorganizzare il servizio farmaceutico per ridurne la spesa e bilanciare le minori entrate che potrebbero derivare dalla rivisitazione del ticket di 1 euro a ricetta, che potrebbe a breve tornare ad escludere anziani ed indigenti.


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