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Ferrovie, quei 35 km di binario unico che isolano la Puglia

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Il destino della Puglia, ancora una volta, è legato ai «binari». Ieri a quei 150 km di «doppio binario» da Bari a Lecce; oggi a quei restanti 35 km, sempre di doppio binario mancante, tra Termoli (in Molise) e Lesina, sul territorio pugliese. Cinquanta anni di battaglie per realizzare il raddoppio ferroviario Bari-Lecce (150 km) sarebbe servito – si è detto in questi anni – per velocizzare e migliorare il trasporto su ferro (passeggeri e merci) sulla intera direttrice ferroviaria Adriatica: da Lecce a Bologna (800 km) e dunque da e verso l’Europa. E invece no: dopo 50 anni, lungo la tratta Adriatica i treni che vanno su e giù ancora oggi devono fermarsi all’altezza di Termoli (se provengono da Nord) o alla stazione di Chieuti (quelli che arrivano da Sud) perchè in quel tratto la ferrovia realizzata nel lontano 1870 ha ancora un «binario unico», come nei vecchi film del Far West.


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