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Regione/ Incentivi, ancora da spendere 217 milioni

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«Ora tocca al piano specifico per il lavoro». La presentazione dei dati sul supporto alle impreseCapone: «Un paracadute contro la crisi». Tutti i numeri.

 

«Siamo riusciti a contenere gli effetti devastanti di una delle più imponenti crisi economiche mondiali. La Regione l’ha fatto pubblicando nel biennio 2009-2010 ben 18 bandi. I progetti ammessi a finanziamento sono quasi 3.500 e valgono oltre 1,8 miliardi, cioè il 3,4% del Pil della Puglia». È quanto affermato da Loredana Capone, vice presidente della Regione Puglia, in occasione del bilancio delle misure anti crisi avviate dalla giunta Vendola. «Le nostre politiche economiche – ha spiegato Capone – fanno parte di un unico disegno strategico che è un vero e proprio Piano per lo Sviluppo. In questo programma gli ingredienti principali sono rappresentati dall’attenzione all’innovazione e alla ricerca che deve entrare in tutte le imprese, nelle grandi come nelle piccole. Questo metodo ci ha fatto notare sui mercati esteri dove sono cresciute le esportazioni di oltre il 20%, mentre l’Istat ci dice che le imprese piccole e medie che innovano in Puglia sono tra il 27 e il 33,9%. Adesso stiamo lavorando perché gli stessi riscontri si vedano nell’occupazione. L’innovazione è il nostro marchio di fabbrica e il tratto distintivo di questo governo regionale. Solo così le imprese impossibili non esistono».

I NUMERI – Secondo la Regione, i nuovi posti di lavoro previsti dai progetti (una volta entrati a regime) superano le 4.500 unità. «Ma il dato forse più sorprendente – ha proseguito l’assessora – è rappresentato dai tempi che intercorrono dalla presentazione della domanda alla deliberazione dell’ammissibilità al finanziamento. Quelli della Puglia hanno richiesto un tempo di istruttoria che oscilla dalle 4 settimane ai 6-8mesi. L’impegno che ha richiesto l’intera operazione è stato rilevante sia per la politica che per l’amministrazione e non è finita perché, di quei 18 bandi, 7 sono ancora aperti in quanto a sportello». Le agevolazioni pubbliche ammesse fino ad oggi superano i 603milioni, quindi sono a disposizione delle imprese altri 217 milioni.

I CASI SPECIFICI – La Getrag – prosegue l’analisi – senza gli incentivi regionali forse non sarebbe rimasta in Puglia. Il Gruppo Bosch dopo un terribile 2009, è tornato in attivo. La Magneti Marelli, del Gruppo Fiat, ha moltiplicato gli investimenti nella componentistica auto più innovativa. In generale il tessuto produttivo ha risposto in modo eccezionale a quei 18 bandi, se si pensa che le manifestazioni di interesse, cioè l’ammontare degli investimenti attraverso tutte le domande pervenute, è di circa 4 miliardi. Ora però si è aperta una seconda fase: quella degli aiuti anche le imprese che hanno scelto di investire sugli aiuti occupazionali attraverso il Piano straordinario per il Lavoro, una strada in salita perché i dati sull’occupazione sono tutt’altro che confortanti.
 


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