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Tasse in Puglia tensioni  nel centrosinistra

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Nichi Vendola punta i piedi per difendere l’operato del governo regionale dai mal di pancia della maggioranza, imbufalita per il mancato confronto sull’aumento tasse e sulle nomine. E lancia un aut aut molto chiaro agli alleati, Democratici in testa : «non si governa solo con la maggioranza». Non è la prima volta che il governatore – pressato dalle minacce di «diserzione» dei consiglieri al momento del voto, con una maggioranza già risicata in Aula – respinge a muso duro le sollecitazioni dicendosi pronto a ribaltare le carte. Ma è, forse, la prima volta che – sorretto dal clima collaborativo instaurato col Pdl e con l’Udc sulle riforme in corso (consorzi e acquedotto) – si spinge oltre il generico monito del «liberi tutti», paventando una convergenza trasversale e oltre il recinto del centrosinistra sulle leggi che il governo intende portare a casa.

«Devo riconoscere pubblicamente il ruolo dell’Udc e anche quello di alcuni esponenti del centrodestra come Rocco Palese – dice – che ci danno una mano, pur rispettando il loro ruolo, nel miglioramento dei provvedimenti». Molti i contatti e gli avvicinamenti di questi giorni sulle due riforme, diametralmente opposti i subbugli che, invece, sono spiovuti dalla maggioranza sulla presidenza della Regione.

L’aumento dell’Irpef? «Bisognerebbe mettere le tasse sulle polemiche inutili, saremmo tutti più ricchi. Non sono preoccupato dei numeri in Consiglio – dice perentorio il governatore – le polemiche di questo tipo si sciolgono come neve al sole. Sono abituato a considerare la mia maggioranza come composta da persone adulte e vaccinate». D’altra parte, ragiona Vendola,« dopo il via libera in commissione ai Consorzi, oggi è arrivato quello all’Aqp. Evidentemente le polemiche fanno bene alla salute».

Nessun timore, dunque, per la tenuta della legislatura, che in molti vedono meno frizzante della prima. «Il secondo tempo in genere è vissuto come piuttosto cupo, invece intendo vivere con brio anche questa seconda legislatura» dice Vendola. Con una bussola, però: «in una cornice e in un profilo riformatore. Fuori da questa cornice, vivono solo le polemiche inutili e non sono disposto a governare in un perimetro diverso da questo».

L’aut aut è lanciato e l’indirizzo sulla «busta» è quello del Pd, nei giorni scorsi impegnato in una querelle col governatore sia sul «tesoretto» di 30 milioni che sarà certificato col Bilancio, sia sull’aumento tasse (deciso senza un confronto con la maggioranza), sia sulle nomine scelte in solitario dalla giunta (il vendoliano Piccirillo all’Agenzia turismo). Ma i Democratici non ci stanno a prendersi di nuovo la «sberla».

«Lo andiamo dicendo anche noi da tempo – dice piccato il capogruppo Pd Antonio Decaro – che non si governa solo con la maggioranza. Sui temi più importanti il Pd ha sempre cercato soluzioni condivise, non solo con l’Udc ma anche col centrodestra. Il Pd – sottolinea Decaro, quasi a voler sgomberare il campo dal «cappello» messo dal governatore sull’allargamento della maggioranza – è impegnato in un lavoro quotidiano di ricucitura, nelle commissioni consiliari, sui temi più importanti che riguardano la Puglia».

Quanto alle polemiche inutili, «non ne abbiamo mai fatte, cerchiamo soltanto un confronto sui temi importanti. Ce lo chiedono i cittadini e le cose che chiedono i cittadini non credo siano inutili». Infine, il profilo riformatore del governo, con Vendola che lancia l’aut (chi ci sta bene, chi fa polemiche è fuori). «Il Pd è da sempre il partito del riformismo, che non ha bisogno di cornici – rintuzza Decaro – perché non è un quadro, ma una serie di azioni di governo».

Le bacchettate recriproche sembrano replicare in Puglia quanto sta accadendo, a livello nazionale, tra Bersani e lo stesso Vendola sulla questione primarie. Il centrodestra non si lascia scappare l’occasione. «Il dittatore decide tutto da solo in materia di tasse, di nomine, di contributi – attacca Francesco Damone (Ppdt) – e se qualche suo alleato prova a ribellarsi, fa scattare la minaccia dello scioglimento anticipato del consiglio regionale». Erio Congedo (Pdl) accende i fari sulla contestata nomina di Piccirillo: «dal suo profilo Facebook si evince che le mega-galattiche esperienze nel settore le avrebbe maturate tutte all’interno dei carrozzoni vendoliani ad uso e consumo delle “Fabbriche di Nichi”».

L’Irpef? «Ad onta di solenni impegni ed alti proclami – attacca il vicepresidente del Consiglio Nino Marmo (Pdl) – Vendola in beata solitudine ha inflitto una stangata sulle famiglie pugliesi». «È facile prevedere – aggiunge Andrea Caroppo (Ppdt) – che anche questa stangata sarà ingoiata inutilmente dal baratro senza fondo degli sperperi». Duro giudizio anche da Confedilizia: «Ci domandiamo perché i cittadini devo pagare per sprechi a loro non addebitabili – dice il presidente regionale Franco Zippitelli – ma derivanti da cattiva gestione della sanità».

BEPI MARTELLOTTA


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