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Addio ganasce fiscali per multe, Ici e Tarsu

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Equitalia non avrà più il servizio riscossione tributi per i Comuni e gli enti municipali.

 

Mai più cartelle pazze e ganasce fiscali per multe automobilistiche di 100euro o una rata Ici di piccola entità. E’ questa la principale conseguenza di uno dei due emendamenti al decreto sviluppo presentato alle commissioni Finanze e Bilancio della Camera dai relatori, Giuseppe Marinello (Pdl) e Maurizio Fugatti (Lega), con l’assenso del governo. La proposta di modifica esclude che Equitalia e le società da essa partecipate possano effettuare attività di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate tributarie dei comuni e delle società partecipate: dunque multe automobilistiche, Ici, tassa sui rifiuti eccetera. Si tratta del primo passo di quello stop alle ganasce fiscali evocato dal ministro Tremonti a maggio. La commissione Finanze della Camera ha preso in parola il Ministro e 10 giorni fa ha approvato una risoluzione bipantisan per allentare l’invasività delle riscossioni coattive, anche alla luce delle proteste di piccoli imprenditori che, in ritardo nel pagamento delle tasse a causa della crisi, si sono visti pignorare gli strumenti di lavoro a partire dal furgone. L’arrivo del decreto sviluppo alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera ha ispirato molti deputati a presentare emendamenti. Ed ora i relatori ne hanno presentati due di sintesi che hanno ottime chance di essere approvati, visto il via libera dell’esecutivo.
«Il nostro emendamento – ha spiegato Marinello—stabilisce che Equitalia non potrà più effettuare riscossioni o atti assimilati per i Comuni e le società controllate», come ad esempio quelle che gestiscono i rifiuti o i servizi idrici, «che poi sono quelle che generano maggiori disagi e malcontento tra i cittadini». Cosà resterà ad Equitalia? La riscossione dei grandi tributi per l’Agenzia delle Entrate (Irpef, Ines, Iva, ecc). E d’altraparte il presidente Affilio Befera, in audizione in Parlamento il 3l maggio, non si era stracciato le vesti per l’eventuale perdita dei Comuni come clienti. «Inoltre stabiliamo che per somme esigue — spiega ancora il relatore — non si possa passare ad accertamento coattivo; per esse l’agente della riscossione potrà procedere solo a solleciti di pagamenti». Insomma, è la fine delle «cartelle pazze»? «Sì — spiega Marinello – non accadrà più che per un insoluto di 100 euro, come una bolletta del gas o dei rifiuti non pagata, possa essere emessa una cartella». Ma c’è anche un secondo emendamento dei due relatori che prevede la sospensione per 180 giorni (rispetto agli attuali 120) dell’esecuzione forzata se il contribuente ha presentato istanza di sospensione dell’esecuzione. 


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