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Porto di Vieste, interrogazione di Gatta

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Il Consigliere regionale del Pdl, Giandiego Gatta, ha rivolto agli assessori ai trasporti Guglielmo Minervini ed ai lavori pubblici Fabiano Amati, la seguente interrogazione sulla funzionalità e sicurezza del porto di Vieste.  ‘Premesso che già da qualche anno l’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste ha sollecitato le istituzioni competenti a disporre il dragaggio dell’intero bacino portuale, comprensivo anche della sua imboccatura, che a seguito delle mareggiate è soggetto a continui movimenti di sabbia con correlativi sbalzi di profondità; considerato che tre anni fa è stato lanciato un "grido d’allarme", sempre da parte della Capitaneria di Porto di Vieste, all’Ufficio Territoriale di Governo per la grave situazione inerente gli ulteriori abbassamenti di fondali all’imboccatura del porto; che questo fenomeno crea grave pericolo per le imbarcazioni in entrata nel porto, perchè determina la formazione di onde alte, di gran lunga sproporzionate rispetto all’effettiva forza del mare che si trova all’esterno del porto; che le "lampare" di Vieste per entrare ed uscire dal porto a causa del mancato dragaggio, sono costrette ad uscire senza i battellini di bordo al fine di alleggerire il peso dell’unità navale ed evitare gravi inconvenienti; che il pericolo è ancor maggiore per le unità navali in transito non stanziali, i cui comandanti non hanno contezza della problematica in questione, esponendo se stessi, il loro equipaggio ed i beni al rischio di gravi danni; ed infatti: in data 23 giugno 2010 una barca a vela di 24 metri si schiantava contro il trabucco di punta Santa Croce (danneggiandolo gravemente), a causa del basso fondale all’imboccatura del porto. Per ultimo (ma, si teme, non ultimo) in data 25/06/2010 l’imbarcazione a vela "Ross I°" si è incagliata all’imboccatura del porto di Vieste a causa dei suoi bassi fondali, provocando l’impatto tra la superficie sabbiosa e la parte sottostante l’imbarcazione. Il danneggiamento ha impedito al pilota di controllare il natante che è stato sospinto verso il trabucco di punta Santa Croce. Solo l’intervento della Capitaneria di Porto ha evitato il peggio per le unità a bordo che hanno rischiato la vita, mentre l’imbarcazione ha riportato gravissimi danni; Rilevato che la Capitaneria di Porto di Vieste ha emanato, già da molto tempo, l’avviso di pericolosità per l’ingresso nel porto di Vieste, pubblicato con gli avvisi ai naviganti; che l’ultimo dragaggio effettuato nel bacino portuale di Vieste risale agli anni 1990-1991, mentre tre anni fa sono stati spesi 500 milioni di vecchie lire solo nella zona inerente l’angolo fra la banchina sud e la banchina di ponente(c.d.m. Trimigno-Soc. Aurora); che la Regione Puglia Ufficio Opere Pubbliche ha sempre risposto che non vi sono disponibilità di fondi; che attualmente nel porto di Vieste ci sono circa 500 barche ormeggiate ed altre che al termine dei lavori della "Marina di Vieste s.p.a." vi si ormeggeranno;
Ritenuto che il dragaggio di quella zona, è diventato indispensabile con l’apertura del porto turistico, potenzialmente in grado di ospitare imbarcazioni fino a 60 metri di lunghezza che mai potranno accedere al porto visto il basso fondale (alto solo 3,5 metri che in condizioni di mare agitato scende anche a 1,5 metri). Tutto ciò premesso, si interroga il presidente della giunta regionale on. Nichi Vendola, l´assessore ai trasporti Guglielmo Minervini e l´assessore alle opere pubbliche Fabiano Amati, per sapere quali interventi intendano porre in essere per garantire la funzionalità e la messa in sicurezza del Porto di Vieste, e quindi l’incolumità degli utenti e la salvaguardia dei beni ivi circolanti.

F.to  Avv. Giandiego Gatta


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