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Musica contro le trivelle/ Il concerto alle Tremiti sconfigge il maltempo

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 Tanto tuonò che non piovve sulle splendide isole Tremiti, orgoglio di Puglia e d’Italia. Ieri sembrava proprio che il concertone all star contro le piattaforme petrolifere non si sarebbe svolto, nuvoloni nerissimi minacciavano le isole e le ugole di calibri come Lucio Dalla, Gigi D’Alessio, Renato Zero. «Il mare e le stelle» è il titolo del’ini – ziativa voluta ed organizzata da un cittadino illustre e onorario delle Tremiti:  Lucio Dalla. Per l’autore di mille indimenticabili melodie Giove Pluvio si è fermato appena il tempo per decidere che il concertone si sarebbe fatto. Poi qualche goccia è caduta sui numerosissimi partecipanti, ma ormai il dado era tratto. Una notte di musica da consumare pensando al bene del’ambiente.

Ci sono anche due attori che leggono l’Iliade, il pugliese Marco Alemanno e Irene Fargo. Un concerto che ha una forta valenza sociale e di denuncia perchè dice un grande no alle trivellazioni petrolifere da effettuare al largo della costa delle Tremiti, in un mare chiuso e spendido come l’Adriatico, con il rischio di rovinarlo per sempre. Non a caso, in questa notte di suoni, gli artisti, anche i più noti si esibiscono gratuitamente.
Musica e carte bollate per fermare le trivellazioni. Continuano i ricorsi: l’ultimo è di Legambiente al Tar. Si alza il livello di scontro sul tema che sta preoccupando da qualche mese cittadini ed istituzioni del Gargano. Nel frattempo le autorizzazioni concesse dal Ministero dell’Ambiente alla Petroceltic Elsa sono salite a tre; tre su undici richieste avanzate dalla multinazionale irlandese e finalizzate ad esplorare un tratto di mare pari a 4mila metri quadri).

Tra gli isolani sentimenti intrisi di rabbia che scaturisce dallo sconfinato amore degli abitanti verso un arcipelago che vorrebbe vivere come il buon Dio ha stabilito. E che invece, secondo gli esperti, sarebbe a rischio a causa delle paventate introspezioni. Dalle Tremiti è stata ribadita la volontà di dar corpo ad ogni iniziativa per scongiurare il peggio. A partire dall’accelerata della petizione – primo sottoscrittore proprio Dalla – organizzata dalla Rete di associazioni (288 aderenti), e partita a Termoli lo scorso 7 maggio. L’obiettivo è dichiarare l’Adriatico «patrimonio naturale culturale dell’Umanità».
Si unisce anche la Regione Puglia, con un ricorso, datato 22 giugno, davanti al Tar del Lazio contro il parere favorevole di compatibilità ambientale del Ministero alle trivellazioni al largo delle Tremiti. Come osserva il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna: «Il sì ministeriale ha dimenticato di consultare la Regione Puglia». E chiede l’annullamento, previa sospensione, degli atti che autorizzano la società Petroceltic Italia a condurre ricerche sismiche sottomarine in un’area prospiciente le coste abruzzesi e molisane e ad appena 26 chilometri dalle Diomedee.


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