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PD Vieste/ “La questione morale non è nell’agenda politica della destra viestana”

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Annamaria Giuffreda commenta gli esiti del Consiglio comunale: “maggioranza già in crisi; capigruppo PdL e UdC si astengono sul bilancio”.

 

“Il Consiglio comunale ha sancito che la ‘questione morale’ non è nell’agenda politica dell’Amministrazione e della maggioranza di destra che la sostiene, pur tra mille dubbi e ambiguità”. E’ il commento all’esito dell’Assise consiliare della capogruppo della lista Per un’altra Vieste, Annamaria Giuffreda, aperta dalla comunicazione della sindaco sullo scandalo Tarsu: “deludente e fallimentare tentativo di offrire una giustificazione ad una vicenda ingiustificabile; aggravato dall’arroganza e dall’insofferenza rese palesi con l’uscita dall’Aula al momento della discussione”.
Proprio la Giuffreda è stata la prima firmataria di un ordine del giorno con cui sono state chieste le dimissioni dei tre amministratori coinvolti nello scandalo Tarsu, ed il ritiro delle deleghe assessorili all’Ambiente e alla Polizia municipale a causa del “conflitto di interessi incarnato dal vicesindaco” che è dipendente della SIECO, società appaltatrice del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.
L’ordine del giorno è stato respinto con le “significative astensioni” dei capigruppo di PdL, Antonio Montecalvo, e UdC, Nicola Caruso, e la “sibillina uscita dall’Aula” di Mauro Clemente, Angelo De Vita e Mimì Spina Diana al momento del voto.
“Il malumore serpeggiante nella maggioranza – continua Giuffreda – è stato confermato dall’astensione degli stessi capigruppo di PdL e UdC nella votazione sul bilancio di previsione”.
“Il più importante documento programmatico è stato derubricato a mero esercizio contabile, da cui non è emersa alcuna indicazione amministrativa o politica di prospettiva. D’altro canto, abbiamo compreso tutti che il fine ultimo dell’Amministrazione in carica è garantire gli interessi personali di chi ne è parte.
Per il resto, è stato ribadito, come in tutti gli anni della precedente consiliatura guidata dalla Nobile, che le opere pubbliche saranno realizzate dopo la vendita dei locali dell’ex cinema Adriatico, del museo civico e del depuratore. Non è accaduto in passato e non accadrà in futuro.
I segnali della grave crisi politica in atto a neanche 3 mesi dall’elezione sono più che evidenti e ci inducono ad intensificare la nostra azione nel corpo vivo della comunità viestana. Anche con l’obiettivo di procurare un sussulto di dignità da parte di assessori e consiglieri più giovani. Fino ad oggi, la loro presenza è stata inutile e non ha prodotto alcuna discontinuità politica e amministrativa – conclude Annamaria Giuffreda – ma sollecitando le coscienze dei loro coetanei possiamo sperare nella loro presa di distanza dal sindaco e dai ‘furbetti del quartierino’ che la circondano e nel loro contributo positivo alla costruzione di un futuro diverso per Vieste”.


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