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Guerra sulla tassa di soggiorno. La Regione vuole regole

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E’ guerra sulla tassa . di soggiorno imposta dal primo luglio ai turisti dai comuni Otranto, Rodi Alberobello e Sale. Dopo la bocciatura del ricorso che la Confindustria di Lecce aveva fatto contro il Comune di Otranto da parte del Tar, è intervenuta la Regione che ha chiesto un regolamento sull’argomento. L’Anci, a sua volta, si è dissociata dalla posizione della Regione. Luigi Perrone, presidente dell’Associazione dei Comuni, ha convocato per martedì 19 luglio un comitato direttivo monotematico sul tema. «La tassa di soggiorno è una tassa di scopo – ha detto – non si fa cassa con questa imposta».

 

E’ il fai da te sull’applicazione della “tassa di soggiorno”. La novità introdotta dal governo lo scorso febbraio fa accapigliare Regione, Comuni, Anci e associazioni di categoria a stagione già avviata. Ad adottarla per primi sono stati i Comuni di Salve, Alberobello e, alla fine di giugno, anche Otranto. La decisione, però, è stata subito bocciata da Confindustria, Confesercenti ed Asshotel Lecce che hanno fatto immediato ricorso al Tar, chiedendo la sospensiva del provvedimento perchè introdotta troppo tardi e a giochi fatti per lidi e alberghi. Ieri, il responso del Tar: la richiesta di sospensiva è stata respinta perchè non vi sarebbe nessun grave danno immediato. E, comunque, ne discuterà nel merito a settembre. E’ evidente che l’applicazione della tassa tornerebbe utile a molti altri Comuni, visto che la Puglia è in testa – almeno secondo una ricerca effettuata da Amadeus in collaborazione con Google – fra le mete turistiche preferite dagli italiani e la più cliccata sui siti. Uno o due euro al giorno applicati ad ogni turista in visita (fatti salvi i bambini) potrebbero risollevare le casse vuote di molti municipi. Tuttavia, questo ulteriore carico nel bilancio dei vacanzieri potrebbe anche dare un colpo mortale, in tempi di crisi come gli attuali, a chi la utilizza. A chiedere, allora, una regolamentazione e a ricordare che si tratta di una tassa di scopo e non di un escamotage solo per far cassa, è stata la Regione. Ieri l’altro, l’assessora regionale al Turismo, Silvia Godelli, ha riunito tutti gli attori interessati attorno ad un tavolo – Confindustria (con il responsabile area turismo Vittorio Andidero), Confcommercio (con il direttore Giuseppe Chiarelli), Assoturismo-Confesercenti (con Massimo Rota), insieme con Anci Puglia (con il presidente Gino Perrone) e Federalberghi (con il vice presidente Francesco De Carlo). «Chiediamo al Governo – ha scritto ieri l’assessora – di emanare subito il regolamento nazionale relativo all’imposta di soggiorno, per evitare l’applicazione confusa e incontrollata dell’imposta che, in Puglia, rischia di assestare un duro colpo ad un settore che resiste alla crisi e si impegna per rilanciarsi». La mancata emanazione del Regolamento previsto al comma 3 dell’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 «Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale»), che avrebbe dovuto indicare come, dove e quando applicare l’imposta di soggiorno, “è una lacuna grave perchè ha dato il via alla redazione di regolamenti comunali che non tengono conto delle finalità di scopo dell’imposta stessa, privilegiando l’unico obiettivo di fare cassa per sopperire ai tagli alla finanza locale». E’ necessario allora, per l’assessora, evitare che i Comuni «possano applicare in modo distorto se non arbitrario questa nuova imposta». Trascorsa qualche ora, l’Anci Puglia, con una nota, ha preso le distanze dal comunicato. Spiega il presidente Perrone: «L’incontro era informale e, invece, ci ritroviamo in un documento comune, che non abbiamo mai concordato, contro il Governo. Io ho assunto l’impegno di incontrare subito i sindaci delle località turistiche – e lo farò martedì 19 – per concordare insieme una posizione unitaria, come sempre responsabile e condivisa in un comitato direttivo monotematico». Per Perrone non è possibile mettere i turisti di fronte ad una nuova tassa, dopo che le prenotazioni sono già state effettuate. “Tuttavia, siamo meravigliati dal metodo adottato dall’assessore Godelli, la polemica gratuita non giova a nessuno. L’Anci nazionale ha già sollecitato il Governo ad emettere il regolamento attuativo entro il termine previsto nelle sedi opportune”. Quando al significato di tassa di scopo, continua Perrone, «i Comuni sanno benissimo cosa vuol dire e sono ben lontani dal fare cassa con questa imposta. Il turismo è il futuro della nostra economia, il motore dello viluppo della nostra regione e gli enti locali sono in prima linea per sostenerlo». Per questo Anci si dice pronta ad aprire subito un tavolo tecnico con Regione e albergatori per definire regolamento e destinazione dell’imposta. Intanto, proprio sulla destinazione dell’imposta che il Comune di Otranto applicherà, dopo la vittoria al Tar, ha molti dubbi Massimo Rota (Assoturismo), fra i partecipanti alla riunione in Regione: «Si svela l’arcano quando lo stesso sindaco afferma di non aver voluto ricorrere ad un incremento del 50% della Tarsu a danno dei suoi cittadini. Non riuscendo a far quadrare i conti, per fare cassa si sceglie di vessare turisti e imprese, rischiando di infliggere un duro colpo alle prospettive di tenuta del settore».

Lorena Saracino 


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