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Gargano sorpassato? Non ci credo, ma dobbiamo migliorare assolutamente

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A colloquio con il commissario dell’Apt, Nicola Vascello.

 

Il Salento che da sempre contende al Gargano la leadership del turismo pugliese pare aver messo la freccia, accingendosi al sorpasso, come viene adombrato nel “paper” sul turismo pugliese di Euro*IDEES. La provincia di Foggia cresce meno di quella di Lecce, che in termini di presenze turistiche quasi galoppa. Il sorpasso è dunque inevitabile? Lo abbiamo chiesto ai commissario dell’Apt della provincia di Foggia, Nicola Vascello.
E’ vero che negli ultimi anni il Salento è cresciuto in termini assoluti più del Gargano, ma non mi sembra che quello che definisci sorpasso sia inevitabile. Il boom della provincia di Lecce è determinato essenzialmente da due fattori: la crescita esponenziale dei posti letto e la spinta operata dall’aeroporto di Brindisi e dai voli della Ryan Air. Per quanto riguarda i posti letto il Salento è passato dai 20.000 del 2005 ai 72.000 di oggi, ed è ovvio che quando l’offerta aumenta in termini così ampi, crescono impetuosamente anche le presenze turistiche. Il resto lo hanno fatto le politiche di mobilità. Oggi le compagnie low cost svolgono sempre di più il ruolo di tour operator, puntando a realizzare i loro profitti non più sul posto sedile, ma sul pacchetto di servizi turistici che viene venduto assieme al viaggio. Prudenzialmente, mi sembra di poter stimare almeno nel 20% l’incidenza dei voli low cost nel boom del turismo salentino.
E la provincia di Foggia, resta al palo?
No, ed è proprio questa constatazione che mi spinge a ritenere improbabile il sorpasso. E’ vero che le ultime stagioni hanno messo in evidenza un trend sempre positivo, ma caratterizzato da una crescita inferiore rispetto al passato. A mio avviso si tratta però di un dato congiunturale: già la stagione 201 1 potrebbe essere quella della ripresa, nonostante la crisi economica generale. Naturalmente dobbiamo aspettare i dati ufficiali di fine stagione, ma le prime indicazioni sono molto confortanti. Tutti gli anni monitoriamo in occasione del ponte del 2 giugno l’andamento in 15 strutture recettive particolarmente rappresentative dell’intero sistema turistico locale. In riferimento al ponte preso in considerazione abbiamo registrato un incremento di presenza del 20%. La tendenza è ancora più significativa in riferimento alle prenotazioni, cresciute del 50% nelle strutture prese in considerazione. Certo molto resta ancora da fare per sfruttare fino in fondo l’enorme potenziale turistico del Gargano e della provincia di Foggia che presentano gli indici di turisticità più elevati della Puglia e dunque una rilevante capacità
competitiva. . . .
Com’è possibile rilanciare la competitività del Gargano?
Prima di tutto lavorando su tutti i prodotti turistici che il promontorio è in grado di mettere in campo. Il Gargano è una risorsa enorme proprio perché la sua offerta non è limitata soltanto al turismo balneare, ma si può vendere anche il turismo naturalistica, religioso, congressuale. Per farlo sono però necessarie politiche di mobilità assai più incisive, e mi riferisco prima di tutto all’aeroporto. La piena agibilità dell’aeroporto Lisa è essenziale per due ragioni: perché consente di vedere meglio i prodotti integrativi rispetto al balneare e perché permette seriamente di puntare alla destagionalizzazione. Allo stato attuale, è impensabile poter vedere brevi soggiorni se il turismo ci mette un’ora per arrivare da Milano a Bari e quasi quattro ore per essere poi trasportato da Bari a Vieste.
La tesi complessiva sostenuta dagli autori del “paper” sul turismo pugliese è che mentre il sistema turistico Italia accuse battute a vuoto, quello meridionale e pugliese si trova di fronte ad un trend espansivo, e che comunque sarebbe necessario un maggior coordinamento tra le Regioni, per rilanciare la competitività del turismo italiano. Che ne pensi?
Sono d’accordo. Le politiche turistiche pubbliche vanno profondamente riviste e sistemate. Stiamo cincischiando troppo sui sistemi turistici locali e, detto per inciso, non condivido la scelta che sta maturando a livello regionale, che prevederebbe per la provincia di Foggia un solo sistema turistico, quando invece il nostro assetto territoriale, la nostra tradizione, la nostra cultura, porta inevitabilmente ad immaginare due Stl, uno del Gargano e l’altro dei Monti della Daunia.
Oggi più che mai è necessario pensare allo sviluppo vocazionale, cioè a un modello dl sviluppo fondato sulle nostre vocazioni, sulla nostra attitudini. Che senso ha finanziare un imprenditore trevigiano perché venga a produrre vetro nella nostra terra, quando dobbiamo puntare sulle nostre vocazioni, che sono il turismo e l’agroalimentare, e che tra l’altro possono meravigliosamente. integrarsi tra di loro? Ma occorrono politiche di sviluppo serie, che non restino solo belle intenzioni o vengano declamate in occasione dei convegni. Sull’una e l’altra vocazione possono essere implementate politiche di brand. Pensiamo solo all’olio extravergine di oliva. Il nostro è il migliore d’Italia, però i nostri produttori lo vendono a 2,70 euro, mentre quello toscano costa 9 euro. La nostra agricoltura fa prodotti d’eccellenza, ma non ha la forza di”andare sui mercati. Il ruolo delle istituzioni pubbliche dovrebbe essere proprio quelle di sostenerli, fare autentico marketing territoriale.
Il tutto tenendo sempre presenti le priorità o se vuoi le precondizioni perché possano essere innescati meccanismi virtuosi di sviluppo: efficaci politiche di mobilità che rendano finalmente giustizia alla centralità geografica della Capitanata e politiche di sicurezza che sconfiggendo i poteri criminosi, le infiltrazioni, le collusioni incoraggino quanti vogliono investire nella nostra terra a farlo serenamente. Uno dei fattori del modello Butler utilizzando nella ricerca di Euro*IDEES è proprio la capacità di una destinazione turistica ad attrarre investimenti esterni: dobbiamo fare in modo che chi vuole possa farlo, che chi investe nella crescita del territorio faccia veramente un affare…

Geppe Inserra
Il Quotidiano di Foggia


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