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Piano casa: proroga e via i balzelli

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Incentivi anche per la rigenerazione urbana.

 

Via libera all’unanimità alle norme urbanistiche portate in consiglio regionale dall’assessore Angela Barbanente che modificano il piano casa regionale e attuano in tempi record (la legge nazionale è
stata approvata il 14 luglio scorso)le prescrizioni del decreto sviluppo è frutto del fatto – ha spiegato l’assessore – che molte delle finalità e degli incentivi alla riqualificazione urbana, previsti dal governo nazionale, erano già state previste dalla Puglia nella legge del 2008. La rapida approvazione, inoltre, ha consentito di bypassare la cosiddetta clausola di cedevolezza, ovvero il fatto che lo prevede il comma 9 dell’art. 5 del decreto sviluppo – nel caso le Regioni non legiferino entro 60 giorni dall’approvazione, scatta automaticamente l’applicazione della norma nazionale.
Due, dunque, i titoli in cui è divisa la nuova norma regionale sull’attività edilizia. Il primo disciplina il Piano casa regionale, innanzitutto modificandone i termini di scadenza: si potrà beneficiare degli incentivi sino a131 dicembre del 2Ol2. Inoltre, vengono portati da 1000 metri cubi a 200 i limiti di ampliamento delle volumetrie, ma con una premialità che eleva a 350 metri cubi l’intervento nel caso si rispettino le valutazioni dell’edilizia sostenibile. Per quanto riguardale demolizioni e ricostruzioni, poi, non solo c’è l’aumento di volumetria al 35% , ma vengono eliminati una serie di balzelli burocratici, dai costi per l’imposta di registro (pari al 10%) a quelli relativi alla perizia giurata di un professionista. Non saranno, infine, necessarie varianti urbanistiche, ma basterà una semplice Dia, purché gli immobili interessati risultino regolarmente accatastati. Quanto al titolo secondo della legge, che invece riguarda l’ediizia non residenziale, gli incentivi per la riqualificazione urbana consentono un aumento delle volumetrie fino al 10%, con un aumento massimo fino al 35% a seconda dei criteri di intervento (se inserito in un programma di rigenerazione, se destinato a edilizia sociale o se rientra nel punteggio 4 già individuato dalla legge del 2008). Oltre alle ricostruzione di edifici, viene incentivata anche la delocalizzazione dei capannoni nelle aree urbane. Ovviamente, particolare attenzione viene posta alla compatibilità idrogeologica dell’area in cui si interviene, ma l’assessore ha anche accesso i fari, con un emendamento approvato, sulla tutela degli edifici di valore dell’architettura contemporanea.
11 decreto sviluppo del governo ha elevato 70 anni la soglia delle tutele, mentre l’emendamento alla legge regionale approvato ieri annulla i limiti di tempo ed estende i poteri di intervento a tutela degli edifici moderni: sarà sufficiente che associazioni, enti o singoli cittadini richiedano alla Regione l’elenco dei beni onde spingere i Comuni ad intervenire. Apprezzamenti bipartisan alla legge e plauso del presidente dell’Aula Introna per la «prova di unità del consiglio regionale”. 


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