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Vieste/ “Ammonizione” al Presidente del Consiglio Comunale dal gruppo “Ripartiamo”

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Lettera Aperta….

 

Al signor
Presidente del Consiglio Comunale

Signor Presidente,
con vivo rammarico il gruppo consiliare “ Vieste Ripartiamo “ ha dovuto subire nella scorsa seduta del Consiglio Comunale la limitazione del suo esercizio di rappresentanza minoritaria. Trattavasi, peraltro, della sessione di bilancio, momento di rilievo della vita politica dell’Ente che, per consolidata prassi regolamentare, deve essere preparata con cura, investendo della massima conoscenza tutti i Consiglieri Comunali affinché possano, con responsabile chiarezza, dare pronte risposte agli elettori su atti fondamentali della nostra comunità.
Ciò sarebbe stato auspicabile soprattutto su questo bilancio, nel quale si discuteva di minori entrate a causa dei ricorsi tributari e relative sentenze in contumacia implicanti anche amministratori in carica, che hanno suscitato vasta eco e vivo sdegno nell’opinione pubblica.
Si ricorda che le minoranze in CONSIGLIO COMUNALE RAPPRESENTANO IL 65% DEGLI ELETTORI VIESTANI e a questi devono dar conto delle attività dell’Amministrazione.
E, invece, tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza hanno assistito increduli ed esterrefatti, chi più e chi meno, ad una seduta assembleare caratterizzata dalla confusione totale, dalla parziale conoscenza degli atti predisposti e degli emendamenti su essi presentati, nell’altalenante applicazione delle norme del Regolamento e nella completa irritualità dei comportamenti (nostri compresi!).
Una seduta del Consiglio, a nostro avviso, preparata dal Sindaco e dalla nuova giunta non per dare adito ad un ampio, approfondito dibattito sull’argomento, ma congegnata a non approfondire temi scottanti affinché i consiglieri stessi e i nostri cittadini non venissero a sapere il tutto fino in fondo e restassero nella ambiguità del giudizio.
Seduta rivolta, dunque, a chiudere presto, ad ogni costo, facendo valere la forza dei numeri (intento quest’ultimo nemmeno pienamente raggiunto).
Per non apparire prolissi ma concreti, citiamo, in estrema sintesi, solo alcune irregolarità:
–    delibere di giunta sulle tariffe dei servizi e sulla TARSU sopravvenute fuori termine, non consentite dopo la predisposizione degli atti di bilancio e tuttavia ammesse e votate, escludendo i tempi per eventuali emendamenti;
–    dichiarazione di inammissibilità di “ emendamenti “ e “ ordini del giorno “ del nostro gruppo (ammessi 6 su 21);
–    smarrimento negli uffici di tre emendamenti del consigliere DE VITA regolarmente protocollati nei termini;
–    emendamenti non sottoposti a istruttoria e non portati a Sua conoscenza, unico Organo legittimato al giudizio di ammissibilità degli stessi;
–    tre ordini del giorno del nostro gruppo dichiarati fuori termine, dimenticando che gli ordini del giorno, giusta art. 48 del Regolamento, possono essere presentati 2 giorni prima della seduta;
–    orripilante poi la interpretazione secondo cui gli ordini del giorno devono essere discussi dopo il voto finale di bilancio, a fine seduta, probabilmente…….. senza più consiglieri in aula e….. col portone del Comune chiuso;
–    omissione grave nel non riferire al Consiglio il parere del Revisore richiesto dal consigliere Spina Diana, ai sensi dell’art 82 del regolamento di contabilità, sulla avvenuta corresponsione di contributi facoltativi durante il periodo elettorale,  in corso di esercizio provvisorio e in anticipazione di cassa, in contrasto peraltro con la delibera di indirizzo di spese e ordinativi di pagamento (G.M. n. 58);
–    delibere del Programma Opere Pubbliche fuori dei termini di predisposizione del bilancio, con stravolgimento del programma stesso;
–    Piano Previsionale Triennale con quasi tutte le pagine in bianco;
–    capitoli di spesa fondamentali già esauriti e non riequilibrati.
   Eccetera – Eccetera !.
Quale seduta più inconcludente, confusa e oscura? Soprattutto, signor Presidente del Consiglio, le pare giusto e legittimo che Lei venga espropriata in “ toto “ o in parte, della conoscenza di tutti gli atti preparatori seppure presentati “ in fretta e furia “ ?. E chi solo può difenderci dalla “ prepotenza “ della giunta se Lei?!
Sono aspetti che evidenziamo non come critiche nei Suoi confronti, peraltro estremamente protesa durante la seduta a sanare lo stato confusionale e fibrillante del Sindaco e di alcuni assessori.
Il senso di questa lettera è piuttosto la offerta di disponibilità del nostro Gruppo (come pensiamo anche degli altri gruppi) a trovare insieme, nel corso delle inevitabili dialettiche e diatribe procedurali, una preventiva concertazione (o se si voglia “ accordo “) sulle procedure da adottare nelle conferenze, nelle commissioni e nelle adunanze, in considerazione soprattutto dei prossimi consigli che si annunciano davvero problematici per il clima di sfiducia istituzionale in cui vive la Città, per i temi che saranno proposti e per la determinazione con la quale intendiamo porci, quali, componenti di minoranza nell’interesse e nella ricerca della verità quali patrimonio della comunità viestana.
Tutto ciò per far si che il Consiglio non sia campo di battaglie infinite ma luogo di democrazia e trasparenza riconoscibile dai nostri cittadini.
Cordialmente

Vieste, 02 agosto 2011

Firmato:
Spina Diana Domenico
DE VITA Angelo
CLEMENTE Mauro


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