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“Basta Province adesso è tempo di nuove Regioni”

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La Moldaunia: "due popoli uniti dalla transumanza zero spese ma grande affinità economica". Il progetto ha come obiettivo il semplice passaggio della provincia di Foggia (la Daunia) dalla Regione Puglia a quella del Molise.

E’ da almeno dieci anni che ci lavora, che sia un sogno non si direbbe. Spola tra Foggia e Roma, Campobasso e la Provincia. Gennaro Amodeo, ingegnere foggiano, meglio conosciuto come il «signor Moldaunia», non s’arrende e spinge con la sua proposta di costituire una nuova regione fondendo la Capitanata al Mouse, Molise e Daunia tutto racchiuso in un acronimo.

Lui un terzo dei requisiti li ha già raccolti, e non sono pochi a sentirlo, i consigli comunali dei 61- centri della Capitanata, che gli hanno promesso l’appoggio. Ma come si concilia un progetto di secessione e di creazione di una nuova Provincia in un momento in cui il Governo mette a rischio la sussistenza delle Province stesse?
In che modo il suo progetto ridurrebbe i costi della politica tanto in voga in questo momento di tagli e austerità? Non lo ritiene poco compatibile se si considera il contesto e la fase critica?
Guardi, il progetto Moldaunia ha come obiettivo il passaggio della Daunia dalla giurisdizione della Regione Puglia a quella del Mouse, secondo lo spirito dell’articolo 131, comma 2 della Costituzione. L’operazione non configura la creazione di alcun nuovo ente istituzionale, ma solo l’eventuale cambiamento di denominazione. Inoltre nella visione prospettica del progetto c’era già la riduzione delle Province dalle attuali 3 (Campobasso, Isernia e Foggia) a sole due (Campobasso e Foggia) in rappresentanza delle rispettive popolazioni che si sarebbero fuse: prospettiva questa avvalorata dall’ipotesi di riduzione delle province, contemplata nell’ultimo decreto governativo.
Ma quali maggiori costi verrebbero prodotti dalla costituzione della Moldaunia?
Il progetto è realizzabile a
costo zero da parte della Regione e per quanto riguarda il risparmio dell’onere gestionale di un’amministrazione provinciale su tre. Oltretutto questa soluzione oltre a rinsaldare un legame storico culturale e socio-economico ha permeato le due popolazioni per quasi cinque secoli di transumanza ne esalterebbe le reciproche potenzialità trasformando potenzialmente la regione più piccola d’Italia a statuto ordinario in una regione a valenza maggiore e rappresentativa e in grado di difendersi senza alcun contributo dello Stato previsto a sostegno delle regioni deboli nel nuovo sistema federalista regionale introdotto con la legge 3/2001.
E come si concilia il suo progetto con la tendenza a sciogliere gli enti, e non crearne di nuovi?
Lo ripeto: non ci sono costi, ci sono solo affinità storiche ed economiche e non si tratterebbe affatto della creazione di una nuova provincia. Siamo di fronte ad un semplice progetto di fusione. Tutto qui.


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