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Al numero verde regionale sono arrivate 435 denunce. Dal Gargano al Salento

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Rifiuti, ecomostri, incendi, ulivi tagliati. Ambiente, l’estate pugliese per il Wwf territorio stuprato dagli scempi.

 

Rifiuti di ogni genere sulle spiagge, nei dintorni e persino in mare. Segnalazioni che arrivano da tutto l’arco ionico della costa Tarantina, dal Salento e dalla costa Adriatica da Brindisi a Vieste. Il più delle volte, i turisti arrivati in Puglia, promettono di non tornarci. Sono almeno 435 le chiamate ricevute dal numero verde 800.08.58.98 del Wwf pugliese, attivato per permettere a cittadini e turisti di denunciare scempi ambientali sulle coste della regione. Non manca nulla. Dall’eternit abbandonato in stato di deterioramento, agli sversamenti fognari incontrollati. Dai cumuli di immondizia lasciata dai bagnanti, al materiale di risulta di costruzioni scaricato abusivamente sul litorale ma anche sostanze oleose avvistate tra le calette di Monopoli. L’ufficio del demanio marittimo pugliese e le forze di polizia sono impegnati nel verificare le responsabilità delle diverse situazioni ma è un lavoro difficile.
RIFIUTI – Le centinaia di segnalazioni riguardano casi particolarmente gravi come la fuoriuscita di gasolio e oli di una barca in demolizione da un cantiere navale a Molfetta, che ha prodotto una macchia scura in mare come in località Torre Gavetino a Bisceglie e Castellaneta Marina.
TAGLIO DEGLI ULIVI – Altra specialità del malcostume pugliese è il taglio degli ulivi. Secolari soprattutto, destinati a fare da ornamento alle ville dei benestanti del nord. Il caso più eclatante si è verificato a Molfetta, in zona lama Martina, dove è dovuta intervenire la Guardia di Finanza perché sono stati tagliati centinaia di ulivi per far spazio ad un campo di calcio privato.
ECOMOSTRI – Anche l’aggressione del cemento nei confronti delle bellezze naturali di Puglia, non conosce soste. Cemento privato ma anche pubblico, come a Marina di Alliste, dove il comune ha realizzato un percorso di 2 chilometri e mezzo rovinando buona parte del paesaggio. A Manfredonia, in contrada Sansone, è stata costruita una orrenda scalinata fin su la battigia con muro annesso. In cemento ovviamente. Stessa realizzazione, lunga oltre 50 metri, a San Pietro in Bevagna (Manduria) con la particolarità dell’opera insediatasi nel mezzo delle dune, protette dall’Unione Europea. Anche il Gargano fa registrare costruzioni abusive come nella frequentatissima baia Zaiana dove solo l’intervento della guardia forestale ha evitato lo scempio. Tipico è poi lo sbancamento delle dune, che da bellezza e risorsa, in Puglia spesso diviene impedimento per il parcheggio delle auto. Il risultato è il continuo tentativo, spesso riuscito purtroppo, del loro sbancamento. Marina di Lizzano e Carovigno hanno fatto registrare i casi più clamorosi.
INCENDI – Puntuali come ogni estate. La Puglia ha perso anche quest’anno centinaia di ettari di macchia mediterranea e zone boschive. 


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