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Il Tar dà torto alla Regione in arrivo centinaia di pale eoliche

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No alle restrizioni imposte per regolamento da via Capruzzi. I progetti localizzati nella Daunia e nel Salento. Uffici legali al lavoro.

 

La Regione Puglia aveva imposto alcune restrizioni, bloccando di fatto l’installazione degli impianti che invece ora potrebbero entrare in funzione. Sono un centinaio le pale eoliche tra la Daunia e il Salento che, sulla base di una sentenza del Tar, ora potrebbero essere autorizzate. La storia è quella del regolamento, elaborato dalla Regione Puglia nel 2006, e un anno fa ritenuto incostituzionale dalla Consulta. Citando questo disciplinare, la Regione aveva bloccato alcuni impianti, considerando l’eccessiva concentrazione di pale eoliche in piccoli territori comunali. Praticamente il legislatore pugliese, mettendo ordine nella materia delle energie rinnovabili, aveva introdotto il parametro di controllo, e cioè un indice massimo di affollamento che limitava la presenza di torri in una determinata porzione di territorio.

Ma il regolamento, nel novembre scorso, è stato bocciato dalla Corte Costituzionale che ha ribadito come spetti allo Stato la competenza sulla materia della distribuzione nazionale dell’energia. La decisione della Consulta ha avuto una conseguenza: quegli impianti che non erano stati autorizzati, ora potrebbero essere installati. O almeno è questo il senso della sentenza del Tar di Bari che si è pronunciato su tre ricorsi, presentati da due società. Sotto accusa era finita la decisione della Regione Puglia che proprio facendo riferimento al requisito dell’affollamento aveva deciso di esonerare solo in parte dalla valutazione di impatto ambientale i progetti per la realizzazione di parchi eolici nei comuni

tra Serracapriola e Stornarella. In altri termini era stato imposto un limite al numero di pale eoliche per l’eccessiva concentrazione delle torri nei due comuni. Ora i provvedimenti della Regione Puglia sono stati annullati dal Tar che ha richiamato la decisione della Corte Costituzionale e quindi la bocciatura del regolamento del 2006.

Le sentenze della prima sezione del Tar, presieduta da Corrado Allegretta, potrebbero costituire un importante precedente. E infatti la questione è all’ordine del giorno di alcune riunioni convocate dall’ufficio legale della Regione Puglia. Perché sono un centinaio i progetti che di fatto erano stati bloccati sulla base del vecchio regolamento. "Stiamo cercando  spiegano gli esperti  di capire se i progetti in questione debbano essere nuovamente sottoposti alla procedura della valutazione di impatto ambientale sulla base del nuovo regolamento". Perché nel frattempo la Regione Puglia, dopo l’emanazione del decreto del governo in materia di energie rinnovabili, si è dotata di un nuovo disciplinare.
Il parametro di controllo non c’è più, ma assicura l’assessore all’Assetto del territorio Angela Barbanente, "il nuovo regolamento prevede la valutazione di impatto ambientale di tipo cumulativo perché prende in considerazione diversi parametri, come quello paesaggistico, o come quello della tenuta del suolo e introduce 23 coni visuali, aree dove, a esempio, non sarà possibile installare impianti di grandi dimensioni". E rassicurazioni arrivano anche dall’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro: "Le autorizzazioni ora vengono concesse sulla base del nuovo regolamento".


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