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S. Giovanni Rotondo/ “No ad altre licenze alberghiere per 20 anni e riconversione hotel”

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Le proposte degli imprenditori: «Il comparto è saturo». La lettera al sindaco perché metta mano al riordino. Scemato il turismo nel paese di San Pio.

 

L’im­prenditoria turistica di San Giovanni Rotondo guarda con preoccupazione al futuro, pertanto chiede agli am­ministratori comunali misure ade­guate e urgenti per far fronte alla crisi che, da tempo, attraversa il paese di San Pio. In una nota del coordinamento provinciale dei pro­prietari di immobili a destinazione turistico-alberghiero di San Giovanni Rotondo si legge che "dopo tanti anni di discussioni con le varie ammi­nistrazioni e nelle più svariate sedi istituzionali, oggi i problemi posti dalla categoria sono ancora irrisol­ti".L’amara constatazione di una im­prenditoria che, in questi anni, ha investito risorse finanziarie impor­tanti ma che, oggi, a fronte di un calo di presenze di pellegrini, si trova, evidentemente, a fare i conti con un bilancio tutto in rosso. "E’ da tempo – viene sottolineato – che si tenta di trovare una soluzione definitiva alla crisi che investe gli alberghi di San Giovanni Rotondo, ma nemmeno gli interventi promessi che sembravano dei palliativi sono stati mai adottati, anzi siamo stati costretti a suggerire, nostro malgrado, di non fare nem­meno più le ordinanze che contri­buivano ad aumentare la confusione politica che regnava sul Palazzo". Se c’è amarezza nelle parole degli imprenditori non manca, però, la determinazione a riallacciare i fili di un percorso da condividere con la nuova amministrazione comunale guidata dal primo cittadino, Luigi Pompilio, sperando che "questa sia la volta giusta; ancora, che è giunto il momento di dire basta all’indiffe­renza, all’incoerenza, all’ipocrisia e alla superficialità per riscoprire one­stà, lealtà e responsabilità politica e decisionale". Indiscutibilmente, sono stati tantissini coloro che in questo settore hanno investito non solo i propri risparmi, ma anche la propria vita e quella dei propri familiari, ed ora – si augurano che "Almeno il valore ‘immobiliare possa mantenersi ad un valore di mercato congruo, altrimenti si aggiungerebbe al danno anche la beffa". Gli operatori si dicono consapevoli che l’Amministrazione che si è in­sediata di recente non ha nessuna colpa, ma è l’attuale interlocutrice garante da cui i proprietari degli alberghi si aspettano una guida per lo sviluppo e una riconciliazione sociale nella Città di San Pio. Necessita riportare questo Paese ad essere veramente la Città dell’accoglienza e della riconciliazione e a fargli ricoprire quel ruolo che nel panorama mondiale ‘merita. Le proposte si sintetizzano nella richiesta di un provvedimento da parte dell’amministrazione di farsi carico di "emanare una norma che possa almeno per venti anni vietare di costruire nuovi alberghi; porre fine all’abusivismo e all’illegalità che regna in’ questo paese; permettere la conversione delle strutture private e suggerire a quelle religiose la conversione in strutture d’accoglien­za socio-sanitarie. Solo così il Paese riacquisterà mo­ralità e professionalità, direzionan­dosi verso la giusta strada, quella dello sviluppo".

Francesco Mastropaolo 


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