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Vieste – CON MANIFESTI INSISTENTI LE OPPOSIZIONI CHIEDONO LE DIMISSIONI…

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«Basta! Tutti i nodi vengono la pettine», «Chi pagherà?», «Dimettetevi». Con questi titoli a caratteri cubitali, su manifesti affissi in città lo scorso fine settimana, le forze politiche di opposizione, rispettivamente (per i titoli) "Per un’altra Vieste", Pd, Sel, poi "Ripartiamo", Api, "Viestenuova", Psi, infine Nuovo Centro Destra, hanno chiesto all’Amministrazione comunale di farsi da parte.
Le argomentazioni, a sostegno del cortese invito a far spazio, seppur variegate ruotavano tutte intorno alle vicende Tarsu.

Il primo titolo era seguito dalla spiegazione: «E così si è verificato quello che già si sapeva. Sono arrivate le cartelle aggiuntive per il pagamento dell’aumento della Tarsu. Lo avevamo detto in campagna elettorale, mentre il sindaco ha fatto di tutto per tenerlo nascosto. Paghiamo di più ed in cambio abbiamo un servizio peggiore. […] Come se non bastasse adesso è venuto fuori che il Comune a causa della nota vicenda dei ricorsi Tarsu in cui sono coinvolti anche tre amministratori. Il Comune non si è potuto costituire in giudizio perché i tre amministratori hanno taciuto l’esistenza del ricorso, ora dobbiamo pagare noi un milione di euro. […] Ora se ne devono andare».
Con il secondo si entrava anche nello specifico numerico: «Pagherà il cittadino onesto, l’impiegato, l’operaio, il pensionato il commerciante, il professionista, il piccolo imprenditore e tutti gli altri che non appartengono alla categoria dei furbi. Quanto pagherà in più? Il 34% per l’abitazione e dal 30% al 56% per l’azienda turistica. Perché questo spropositato aumento? Perché nel giro di un anno il contratto per la raccolta ed il conferimento dei rifiuti è passato da 2.700.000 a quasi 5.000.000 di euro, nonostante il peggioramento del servizio. […] Ma non è finita! […] Bisognerà coprire un altro buco di 1.000.000 di euro a causa di 20 ricorsi-fantasma accolti dalla Commissione Provinciale Tributaria e riconosciuti alcuni giorni fa come debiti pubblici dall’attuale amministrazione. […] Qualora altri imprenditori turistici, finora esclusi dalla riduzione della tassa presentino ulteriori ricorsi sarebbe la catastrofe! […] Basta! Fermatevi e riconsegnate la città al giudizio del popolo».

Il terzo, infine, ne era il compendio: «[…] Ci sono milioni di ragioni e di euro perché questi furbetti si dimettano. I Viestani dovranno pagare anche per quegli imprenditori che hanno ambiguamente vinto i ricorsi perla Tarsu senza la costituzione in giudizio del Comune di Vieste. L’improvvisazione amministrativa e la totale assenza di ogni e qualsiasi programmazione sul futuro del nostro paese è ormai cronica e costringe la maggioranza dei cittadini a campare alla giornata. E’ chiaro che nella maggioranza regnano sovrani la superficialità, l’incapacità, l’omertà e la cieca obbedienza, in assenza di ogni regola morale e politica che possa dare un segnale di rinnovamento e di speranza al governo del nostro paese. […] Ridate dignità a Vieste. Dimettetevi!».
Al di là delle connotazioni politiche, i tre manifesti esprimevano un indubbio disagio dei cittadini che si sono visti arrivare una seconda cartella per la Tarsu, una tassa su cui c’è sicuramente da intervenire con determinazione.
In primo luogo sull’evasione (ora c’è anche una Commissione) e sull’elusione (per i suoli pubblici), a seguire sulla riduzione dei costi di un servizio con molte pecche, ed infine sull’incentivazione della raccolta differenziata. Solo così si può sperare di alleggerire il peso economico delle cartelle. L’iniziativa spetta all’Amministrazione comunale, mentre alle opposizioni l’impegno al controllo ed alla collaborazione.


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