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Vieste – Mons. Castoro dà il via ufficiale all’Associazione “Amici di don Antonio Spalatro”

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“Il sacerdote deve essere santo. Non può accontentarsi di  essere mediocre perché non sarebbe un vero sacerdote. Il popolo sa valutare le qualità del sacerdote e lo giudica dal suo comportamento,”. Con una vibrata esortazione ad imitare i  santi, l’Arcivescovo Monsignor Michele Castoro, ha dato ufficialmente inizio alle attività della Associazione degli “Amici di Don Antonio Spalatro”, approvandone lo statuto e la collocazione della sede  presso la Parrocchia di Gesù Buon Pastore in Vieste.

Don Antonio era il  sacerdote santo, ed è per questo che , dopo circa 60 anni dalla morte, molti lo ricordano e tanti  lo vogliono conoscere. Non a caso, come ha specificato il relatore viestano Michele Santoro, hanno aderito a questa associazione giovani e adulti , sono state infatti raccolte quasi 700 adesioni nell’arco di pochi mesi, ma uno degli obiettivi sarà  quello di arrivare a contare  almeno mille alla data del 2 febbraio del 2012. Una data scelta non a caso ma che coincide con l’anniverario della nascita del Servo di Dio la cui causa di beatificazione, come ha ribadito il postulatore  Don Giorgio Trotta, sta procedendo speditamente.
Per la nascente associazione una illustre adesione è  proprio quella di Monsignor Castoro al quale, in seguito al suo  personale annuncio e dopo la lettura del Decreto di riconoscimento , è stato riservato un lungo e scrosciante applauso.
Don Antonio per il popolo viestano è già Santo, anche se la Chiesa avrà bisogno del suo   tempo per studiare tutti gli atti del processo diocesano non appena sarà concluso. “Adesso è necessario pregare”, ha esortato Don Tonino Baldi, Parroco e vice postulatore. Per questo tutti siamo  invitati a recitare spesso la preghiera composta da Monsignor D’Ambrosio in occasione della apertura del processo e a volerla recitare soprattutto davanti alla sua tomba collocata nel  cimitero di Vieste, perché è necessario  valorizzarla di più anche con la deposizione di un piccolo fiore,o rimanendo per un solo istante in silenzio, come ha anche sottolineato Monsignor Castoro.

“Mio fratello per molti è santo”, ha concluso Enzo Spalatro nel suo  commovente saluto. “E non poteva essere diversamente, per questo è morto giovane, non solo perché si è ammalato, ma soprattutto perché si è speso e consumato d’amore per i poveri ai quali poneva tutta la sua attenzione. Tutte le altre attività  parrocchiali le svolgeva in una giornata che per lui durava oltre le ventiquattro ore ed era un “vulcano “ di progetti”.
Ora è tempo di far conoscere questa figura nei paesi della nostra Diocesi, nelle Regioni Italiane e nei Continenti perché  non può un lume rimanere nascosto, ma deve essere posto nell’angolo più alto perché dia luce. E la luce di Don Antonio Spalatro sta già illuminando tanta gente. Ma ci auguriamo che si faccia qualcosa in più anche in tutte le parrocchie della città di Vieste, infatti non abbiamo visto una nutrita  presenza da parte di  alcune.

Bartolo Baldi


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