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Cagnano/ Traffico di droga 8 condanne a 74 anni

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Coinvolti nel blitz “Isola” che 13 mesi fa portò all’arresto di 14 persone.

 

Otto condanne per complessivi 74 anni di reclusione nei confronti di altrettanti garganici coinvolti nell’inchiesta su un giro di droga. il blitz «Isola» della Direzione distrettuale antimafia di Bari e dei carabinieri foggiani il 22 ottobre del 2010 portò all’emissione di 14 provvedimenti di cattura per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.  In carcere (9) ed agli arresti domiciliari (5) finirono persone di Cagnano Varano, Vico, Peschici, Ischitella. Il giudice dell’udienza preliminare di Bari ha condannato ora 8 imputati che avevano optato per il giudizio abbreviato, infliggendo pene che oscillano da 8 mesi a oltre 16 anni di reclusione, ed accogliendo le richieste avanzate dal sostituto procuratore della Dda Giuseppe Gatti che insieme al collega Domenico Seccia (dal settembre 2010 procuratore capo a Lucera) coordinò le indagini. La pena maggiore, 16 anni e 8 mesi di reclusione, il gup l’ha inflitta a Santo Paduanello di 55 anni di Cagnano, ritenuto il più «importante» degli imputati al centro di un giro di droga che avrebbe avuto come base operativa un camping dove l’imputato lavorava; inflitti 16 anni e 2 mesi di reclusione al figlio Matteo Paduanello di 31 anni,
anche lui cagnanese; condannato a 13 anni e 10 mesi Giovanni Bocale, trentanovenne pure del piccolo centro lagunare, ritenuto dall’accusa il braccio destro di Paduanello; otto anni e due mesi di reclusione la pena inflitta a Michele Zaffarano di Vico del Gargano; sette anni a Costantino Di Maggio; sei anni e 10 mesi per Rocco Matteo Di Noia; 5 anni a Nicola
Criscuoli; otto mesi di reclusione infine ad un imputato minore, A.F. I fatti contestati abbracciano un periodo che va dal dicembre 2006 al maggio successivo, quando le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Vico Del Gargano focalizzarono l’attenzione su alcuni garganici sospettati di trafficare droga – cocaina, eroina ed hashish – in alcuni centri del Promontorio. Le indagini, come quasi sempre succede per investigazioni su giri di droga, proseguirono per mesi con intercettazioni telefoniche dove – dice l’accusa – veniva utilizzato termini in gergo per indicare la sostanza stupefacente: da «corda bianca» (cocaina) a «bottiglia di vino bianco o nero» (cocaina ed eroina»; «bottiglione e damigiana» (per
indicare quantitativi più ingenti di droga); «biondine con le tette grosse». Quanto ai nemici – i carabinieri- nelle
telefonate intercettate venivano indicati come «sbirri» oppure «corvi neri». In occasione. della conferenza stampa indetta per il blitz del 22 ottobre di un anno fa, si rimarcò come nel corso delle indagini fosse stato sequestrato un chilo di hashish, 200 grammi di cocaina e di alcune dosi di eroina.


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