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Regione/ Violenza donne, prevenzione e contrasto

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Rete di servizi e relazioni per fornire aiuti concreti. L’assessora Elena Gentile: «È un valore aggiunto».

 

 Una rete di servizi e relazioni in grado di fornire assistenza, sostegno psicologico e la possibilità concreta di una nuova vita: è «il valore aggiunto» del percorso per la prevenzione e il contrasto della violenza su donne e minori varato dalla Regione Puglia per il triennio 2009-2012. A sottolinearlo l’assessore regionale alle politiche sociali, Elena Gentile, presentandone i primi risultati ai giornalisti in occasione della giornata internazionale per la lotta alla violenza contro donne e minori. La situazione in Puglia registra l’entrata in funzione di 13 Centri antiviolenza (cav) tra pubblici e privati, due delle sei case rifugio e 15 delle 45 equipe multispecialistiche previste nel piano regionale delle politiche sociali, a fronte di 7,5 milioni di euro di fondi regionali ricollocati nei Piani di interesse locale, a cui vanno aggiunti 2,3 milioni di euro (800mila per potenziamento delle Šquipes e il resto per la divulgazione dei servizi) e altri 3 milioni e duecentomila euro impegnati dai Fondi Fesr. «Abbiamo consegnato alle Province il copione e i fondi – ha spiegato l’assessore Gentile – ora dobbiamo verificare le fasi di attuazione e lavorare per incoraggiare le donne a denunciare creando la consapevolezza che possiamo contribuire alla ricostruzione di un loro progetto di vita». «Contrastare la violenza alle donne molto spesso significa contrastare quella ai loro figli – ha sottolineato la neogarante dei minori in Puglia, Rosi Paparella – quindi è necessario fare sul tema un’analisi approfondita». E per questo, come per tutta la materia «in verità molto delicata – concordano le rappresentanti di istituzioni e associazioni che se ne occupano – sarebbero necessari una formazione degli operatori, corsie preferenziali negli ospedali e privacy» .
E intanto la presidente di «Giraffa» , Maria Pia Vigilante, lamenta la mancanza a Bari di un Cav ricordando che «per qualche tempo si è deciso di sperimentare la convivenza di alcune donne vittime di violenza con quelle vittime di tratta di cui Giraffa si occupa», mentre la presidente della commissione regionale Pari opportunità, Magda Terrevoli rilancia l’idea di una « ristrutturazione e ricomposizione dei processi familiari capovolgendo gli stereotipi che ancora esistono».


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