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Sannicandro/ Senza stipendio da 7 mesi così esplode la protesta

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Appello all’Asl e alle istituzioni: noi completamente abbandonati. In corteo infermieri e ausiliari di Sannicandro, Vico e Vieste.

 

 Da sette mesi senza stipendio e senza alcuna prospettiva immediata di veder risolta la loro situazione, cinquanta famiglie di lavoratori (infermieri ed ausiliari) delle UD.T. (Unità di Degenza Territoriale) di San Nicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste, portano avanti la loro protesta denunciando il disinteresse delle istituzioni. Dipendenti della cooperativa C.S.S. di Isernia, coinvolta nello scandalo delle false determine che ha interessato la Asl foggiana i lavoratori presso le unità di degenza territoriale dei tre paesi garganici (ventiquattro addetti a San Nicandro, tredici a Vico e tredici a Vieste) non percepiscono lo stipendio (dagli 850 ai 1100 euro mensili) dal maggio scorso. Calato il silenzio sui mesi successivi, la mancata corresponsione della mensilità di maggio, viola altresì anche un accordo raggiunto nel luglio
scorso in sede prefettizia tra la Asl e la CSS, firmato anche dalle rappresentanze sindacali Cgil e Cisl, per il pagamento delle mensilità pregresse (da novembre 2010 a maggio 2011 compreso) per i lavoratori presso le Udt e per quelli dell’ADI (assistenza domiciliare integrata). "Su di noi è calato il silenzio – lamentano i’ lavoratori -, La nostra situazione è drammatica: le nostre famiglie non riescono più a sopravvivere e non vediamo nessuno spiraglio all’orizzonte. Abbiamo continuato a svolgere il nostro lavoro per senso di responsabilità nei confronti dei tanti pazienti delle strutture sanitarie territoriali, ma non riusciamo più a reggere questa situazione. Il 26 ottobre scorso abbiamo incontrato il direttore generale dell’Asl Ruggiero Castrignanò che ci ha promesso di fissare un incontro a breve con il presidente della CSS (Quintiliano Chiacchiari, ndr), ma ad oggi, a più di un mese da quell’impegno, non c’è stato ancora nessuno sviluppo". Dalla CSS, intanto, i legali assicurano non sussistere più motivi che giustificano il mancato pagamento delle somme dovute alla cooperativa dalla Asl (la cui ultima determina in favore della CSS per il pagamento degli stipendi ad infermieri ed ausiliari risale all’aprile 2011) in quanto non risultano responsabilità a carico dell’azienda (per la quale nell’udienza dibattimentale del 4 , ottobre scorso non vi sarebbero state richieste di rinvio a giudizio) rispetto alla nota vicenda giudiziaria delle false determine. Stretti tra due fuochi restano i lavoratori che in attesa che si chiariscano le questioni legali tra Asl e Css, rimangono nella condizione di estrema indigenza in cui sono costretti a vivere, mentre i sindacati, che hanno ritirato le fime dall’accordo siglato dinanzi al prefetto in quanto disatteso, hanno richiesto l’intervento anche dei sindaci delle comunità interessate per la ricerca di soluzioni idonee a scongiurare l’inasprimento della vertenza che penalizzerebbe gli utenti delle strutture sanitarie del territorio interessati.

Anna Lucia Sticozzi


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