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Agricoltura – EPPURE LA CAMPAGNA OLEARIA DA’ RISULTATI D’ECCELLENZA

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La coltivazione dell’olivo in Puglia occupa una superficie di 370.000 ettari cioè, i1 41% del totale regionale, facendo della regione la prima in Italia per olivicoltura, seguita da Calabria e Sicilia. Il paesaggio costiero è puntellato da maestosi e imponenti ulivi secolari, che conferiscono al territorio un aspetto seducente. Il patrimonio arboreo è di circa 40 milioni di piante. Nelle ultime annate sono state prodotte quasi 250.000 tonnellate di olio, pari al 37,51% del totale nazionale. Vi sono 240.000 aziende, 1.200 sono frantoi. La ricchezza olivicola della Puglia si evidenzia con la diversità delle aree di coltivazione con 5 Denominazioni di origine protetta e 53 varietà. Tutti questi numeri conferma l’importanza del settore e la sua incidenza sull’intera economia regionale.
Il prezzo dell’olio frana proprio mentre la stagione olearia 2011 si prospetta all’insegna dell’eccellenza: la produzione 2011 è stimata intorno a 1.800.000 quintali di olio, e per giunta di notevole qualità. Come si legge nel sito del Ministero dell’Agricoltura, «le condizioni climatiche dell’annata sono state favorevoli allo sviluppo vegetativo dell’olivo apportando nei pèriodi più importanti una buona quantità di acqua che ha contribuito a superare le temperature superiori alla media nel periodo estivo».
Inoltre, «le alte temperature, superiori ai 32°C, registrate nel periodo estivo in modo prolungato hanno ostacolato lo sviluppo e la diffusione dei parassiti consentendo di ottenere nella fase di raccolta olive sane con conseguente ottenimento di oli di alta qualità».
Ci sarebbero insomma tutte le premesse per un’annata di rilancio del settore, alle prese con crisi di prezzi da almeno tre anni. Ma il mercato dice di no.


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