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Funerali di Michele Mafrolla – “Vieste torni bella e tranquilla”

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Ieri pomeriggio, nella chiesa della parrocchia Gesù Buon Pastore, si sono svolti i funerali di Michele Mafrolla, il giovane viestano brutalmente ucciso e poi abbandonato in un canalone nelle campagne viestane.

20111202_funerale_michele_mafrolla.jpgLa bara bianca posta dinanzi all’altare era ricoperta di rose bianche; al suo fianco i genitori di Michele, Giovanni e Lina Potè, piegati dal dolore sin dal 23 luglio, giorno in cui si sono perse le tracce del ragazzo. Tutto intorno, tanta gente che si è radunata nella chiesa per dare l’ultimo saluto al giovane e per stringersi attorno ai suoi cari.

Don Tonino Baldi, il parroco, nella sua omelia ha tuonato contro chi sta rovinando Vieste, auspicando che possa presto tornare la bella e tranquilla cittadina di qualche anno fa. Parlando della scia di efferata violenza, don Tonino ha inequivocabilmente fatto tornare alla mente l’altro gravissimo fatto di cronaca che ha scosso la comunità viestana, ossia l’uccisione dei fratelli Piscopo risalente  a circa un anno fa.

Al termine della funzione religiosa, Alexia (la più piccola della famiglia Mafrolla) ha fatto leggere una straziante lettera di saluto a suo fratello, in cui gli racconta i gesti e i ricordi che quotidianamente la tengono legata a lui. Una volta fuori dalla chiesa, il feretro è stato portato a spalla dai suoi cari per qualche centinaio di metri, prima di essere condotto presso il locale cimitero dove questa mattina sarà tumulato.

Poche le novità in merito alla modalità e ai colpevoli dell’uccisione di Michele Mafrolla. L’autopsia effettuata sui resti del ragazzo (poco più dello scheletro) hanno rilevato segni di colpi di fucile all’altezza della cassa toracica. Qualche informazione in più l’ha fatta trapelare la trasmissione “Chi l’ha visto” di RaiTre, che nell’ultima puntata ha trasmesso l’ennesimo servizio realizzato a Vieste. Tracce di sangue che potrebbero risalire proprio al Mafrolla sarebbero state trovate dalle unità cinofili dei Carabinieri all’interno di un villaggio turistico viestano, il cui custode della scorsa estate è stato arrestato tre giorni prima del ritrovamento del cadavere. Semplici coincidenze o piste da percorrere?

Sin dai primi giorni le indagini si orientarono verso la vita sentimentale di Michele, e sui dubbi legati alla paternalità del figlio che la sua ragazza ha partorito nel mese di settembre.

 


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