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Vieste – San Nicola di Myra torna nella sua antica casa

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Un evento religioso di rilievo storico
Per dare inizio solenne inizio ai festeggiamenti in onore di san Nicola di Myra, insieme al vice parroco Don Antonio De Padova, al Consiglio Pastorale della Parrocchia Gesù Buon Pastore e di comune intesa con il signor Matteo Petrone, abbiamo voluto promuovere una fiaccolata di preghiera.

Come poter dimenticare la forte emozione provata quando, al termine della fiaccolata e della preghiera con tantissimi fedeli siamo entrati gioiosi nelle grotte di San Nicola?
Si aspettava e si desiderava da secoli questo momento giacchè le grotte di San Nicola erano chiuse ormai da tempo immemorabile. Attualmente la maggior parte dei Viestani  neanche le conosce e non sa dove esse siano.
 Sabato 3 dicembre 2011, al calar del sole una fiaccolata di preghiera si è mossa dalla Chiesa di Gesù Buon Pastore fin verso le grotte di San Nicola, “luogo dell’anima dimenticato da secoli e abbandonato da un’umanità troppo volta agli interessi e ai consumi”.
Nel cammino silenzioso, si sentivano solo i passi e il ripetersi gioioso e sicuro dell’Ave Maria che scandiva finanche il respiro di ogni persona. Le fiaccole, che tutti stringevano tra le mani, squarciavano il buio della notte e soprattutto il buio della dimenticanza, dell’abbandono e della indifferenza secolare.

 

Al termine, la grotta aperta – in cui i monaci basiliani, sotto la protezione di San Nicola di Myra, si riunivano con i fedeli di quel tempo per celebrare le lodi al Signore e alla Vergine Santa ed  offrivano a Dio Padre il Sacrificio di Gesù per la salvezza dell’umanità nella celebrazione dell’Eucaristia – non era più un sogno. La lenta invocazione di Maria Vergine e di tutti i Santi ci faceva quasi sentire la voce di quegli stessi antichi Padri che chiedevano al Signore la sua misericordia e il suo perdono proprio attraverso l’aiuto e la preghiera di Maria e dei Santi. La nostra supplica “Prega per noi, prega per noi!” si univa accorata alla loro preghiera.

 

Un’ interessante excursus storico del dott. Franco Ruggieri ci aiutava a capire dove eravamo e perché e stimolava dentro di noi anche il grande desiderio che tali luoghi cari possano finalmente essere riscoperti, salvaguardati e valorizzati per il bene della nostra fede, della nostra storia e delle nostre origini che – conosciute e custodite – sono una forza in più per costruire la tanto desiderata civiltà dell’amore, da tutti voluta, dopo le note amarezze vissute negli ultimi tempi, nella nostra città.
All’arrivo nella grotta dell’ icona di San Nicola (che è riproduzione fotografica della grande icona conservata e venerata nella Chiesa di Gesù Buon Pastore) una commovente preghiera pronunziata ad alta voce squarciava ancor più il buio della notte e dell’abbandono ed esortava tutti ad unire coralmente le proprie voci: “O glorioso San Nicola, nostro protettore e padre buono, eccoci alla tua presenza per supplicarti umilmente di volgere su di noi lo sguardo benevolo e misericordioso. Tu conosci i segreti del nostro cuore e i nostri affanni. Presentali al cospetto di Dio e chiedi per noi la grazia di essere esauditi…”

 

 

Una grande applauso e … qualche lacrima di emozione infine accoglieva l’icona di San Nicola che entrava nella Chiesa sotterranea per essere solennemente intronizzata ed incensata.
Entrare nelle grotte di San Nicola con tante fiaccole accese e intronizzare l’icona di San Nicola è stato per tutti i fedeli presenti una vera fonte di gioia e di emozione. San Nicola ha parlato direttamente ai nostri cuori con la forza della sua preghiera che si è unita alla nostra. Ora speriamo che parli anche ai cuori di chi guida le sorti di Vieste perché non muoia la nostra storia e si mantengano solide le nostre radici. E Vieste riceverà un aiuto in più perché torni ad essere davvero bella e pulita come tutti desideriamo…
Don Tonino Baldi- Parroco della Parrocchia Gesù Buon Pastore

“La Chiesa sotterranea di San Nicola di Myra e le  altre tre grotte che costituiscono la Necropoli sorgono su una collinetta ad Ovest del “Pantanello”. Si trovano in prossimità del mare – un tempo in riva al mare – all’interno del bacino portuale dell’antico porto Aviane, con l’entrata rivolta al sole nascente, e sono certamente il rifugio di monaci di San Basilio in fuga dall’Impero Romano d’Oriente, perseguitati dalla furia del movimento degli Iconoclasti che si oppongono con forza alla rappresentazione dei Santi tramite immagini sacre, cancellando gli affreschi già esistenti ed eliminando anche fisicamente chi invece ama queste immagini. Superando l’Adriatico, i monaci in fuga trovano in Puglia, in Calabria, in alcune località della Sicilia orientale e in Cappadocia, un rifugio sicuro, insediandosi in necropoli e chiese rupestri forse già frequentate da altri cristiani venuti dal VI secolo a diffondere il cristianesimo. Ed essendo nella chiesa d’Oriente molto diffuso il culto di S. Nicola, molte necropoli e chiese rupestri assumono questo nome”. (Michele Eugenio Di Carlo).

Nella Chiesa sotterranea ben visibili – anche se in gran parte consumati – sono ancora alcuni affreschi che lasciano intravedere anche il volto di San Nicola.


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