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Riforma B&B, Godelli apre a modifiche

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«Ma non credo potrà essere stravolta». L’assessora: necessario tutelare la conduzione familiare.

 

 «Sono disposta a recepire modifiche, anche con più camere, ma l’impianto della normativa sui Bed & Breakfast non deve essere snaturato. In definitiva l’intento è separare l’attività ricettiva familiare da quella professionale». Silvia Godelli, assessora regionale al Turismo, chiarisce la portata del ddl, approvato in giunta, che riordina il settore. Anche per rispondere al dibattito che si è sviluppato su Facebook. Gli operatori pugliesi di questa importante fetta di accoglienza turistica si sono riuniti in un gruppo spontaneo chiamato «Salviamo i B&B in Puglia» e che, anche attraverso il social network, hanno diffuso un documento, da loro definito «manifesto», per denunciare le conseguenze negative sulla loro attività dovute al progetto.
«L’occasione di un adeguamento della normativa – afferma Godelli – si è presentata con l’entrata in vigore del codice del turismo, che ha introdotto la tipologia del B&B professionale. L’attività ricettiva non imprenditoriale è quella svolta in maniera occasionale, che fornisce alloggio e prima colazione presso l’abitazione di residenza e dimora, avvalendosi della normale conduzione familiare, senza la fornitura di servizi aggiuntivi e senza organizzazione in forma di impresa. Valicati questi semplici confini, si ricade nell’attività professionale. La Regione tende a fissare in non più di 3 camere e 7 posti letto la dimensione massima della conduzione familiare, oltre la quale non appare plausibile garantire qualità dell’accoglienza facendo perno sulla famiglia».
«Chi vorrà utilizzare più camere e più letti di quanto previsto dal ddl regionale per i B&B familiari – prosegue Godelli -, oppure vorrà fare accoglienza senza risiedere nella stessa abitazione degli ospiti, dovrà in poche parole adeguarsi alla normativa sull’Iva per poter continuare l’attività. L’introduzione della classificazione va nella direzione di aumentare le prestazioni del sistema turistico, premiando l’eccellenza pugliese nel cibo, nel design e nell’architettura, offrendo contestualmente garanzie al consumatore. Garanzie di soggiorno con adeguati standard di benessere, ma anche di trasparenza, con l’eliminazione del prezzo minimo. La proposta di un marchio regionale della Puglia più originale ed ospitale sospingerà il territorio a indirizzarsi verso la domanda di mercato con maggiori trend di crescita».
 Su Facebook i rilievi mossi interessano i contenuti. «Mi sembra molto dirigista e poco liberale – scrive Giuseppe -, come metodo di lavoro, suggerirei di costituire un gruppo cui affidare la redazione di una serie di emendamenti al ddl da presentare poi alla commissione regionale che si occuperà di esaminare la legge». «Se la legge viene approvata – aggiunge Cristina – credo tutto questo patrimonio immobiliare e rurale potrebbe essere abbandonato, dati i costi proibitivi del recupero, insieme alla nostra stupenda campagna pugliese!». Ettore, infine sembra essersi già mosso: «Vi comunico la risposta che ho appena avuto dal consigliere provinciale di Brindisi Miglietta Giuseppe che si sta interessando del problema. "Ho già allertato il Consigliere Regionale Epifani Giovanni che mi ha assicurato un suo interessamento per emendare tale proposta di modifica della Legge. I tempi sono stretti!!! Speriamo !!!!».


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