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Il colonnello Diomeda: “Vieste ha inciso molto nel calo delle estorsioni”

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 Il comandante provinciale dei carabinieri ha sottolineato l’importanza del lavoro fatto sul Gargano dallo Stato e dalla società civile. "Per ciò che riguarda le estorsioni ha inciso molto tutto quello che è stato fatto a Vieste dove è stato fatto un grande lavoro dallo Stato e dove gli imprenditori hanno reagito seriamente al fenomeno. E infatti da mesi non accade nulla a Vieste". Sono le parole del comandante provinciale dei Carabinieri, Vito Antonio Diomeda. A Vieste lo scorso anno è nata la prima associazione antiracket e questo ha portato a risultati invidiabili nel 2011, sia in termini di arresti, sia di risveglio di coscienze da parte degli imprenditori e degli operatori turistici. L’associazione, il comune del centro garganico, la Federazione Italiana delle Associazioni Antiracket e lo stesso Ministero degli Interni questa mattina si sono già costituiti parte civile nel processo Medioevo, a carico di esponenti del clan Notar angelo, operante nel territorio di Vieste. Tutti e sette gli imputati sono stati rinviati a giudizio: il processo prenderà il via il prossimo 12 gennaio davanti ai giudici della prima
sezione penale del tribunale di Foggia. I sette, lo ricordiamo furono arrestati sei mesi fa con le accuse, a vario titolo, di detenzione e produzione di sostanze stupefacenti, ricettazione ed estorsione: reati aggravati dalle modalità mafiose Tra loro anche il presunto boss Angelo Notarangelo, ritenuto dagli investigatori a capo del clan che gestiva le estorsioni nel centro garganico. Secondo la tesi della procura antimafia di Bari gli imputati costringevano gli imprenditori turistici a pagare il ‘pizzo’ alla fine della stagione estiva.


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